Cima Piccola della Scala, via Bulfoni-D’Eredità

Mi sveglio alle 5 del mattino e poco dopo sono fuori in macchina che sto caricando lo zaino preparato la sera prima. Gocciola. Siamo alle solite, anche questa volta va a finire che non riesco ad andare a fare un giro con Nicola. Metto in moto l’auto e comincio comunque a guidare in direzione di Gemona, dove ho appuntamento.

Più mi avvicino al punto di ritrovo e più le nuvole lasciano spazio a una giornata spettacolare. Arrivato al parcheggio il buon Nico è già lì che attende. Manca il terzo della giornata, ovvero Fulvio. Poco dopo eccolo con il segno del cuscino ancora sulle guance. Siamo tutti, possiamo andare.

Passata Sella Nevea e parcheggiata l’auto, dopo lo stop obbligato per un caffè lungo la strada, cominciamo la lunga salita sul sentiero CAI 625 passando per la casera Brunner. Fortunatamente non fa troppo caldo e possiamo tenere un buon passo. Nicola va su come un camoscio, Fulvio e io gli lanciamo le pietre per farlo rallentare. Ma poi eccoci nell’anfiteatro naturale dove le splendide pareti di calcare cadono verso quel puntino rosso del bivacco CAI Gorizia.

Risalendo il vallone di Riovreddo nei pressi di casera Brunner

Risalendo il vallone di Riovreddo nei pressi di casera Brunner

La parete Sud della Cima Piccola della Scala è lì sopra le nostre teste che ci attende. Già si nota la linea che seguirono i primi apritori, Marcello Bulfoni e Gastone D’Eredità. Il sole riscalda e il bianco della roccia riflette. In cielo nemmeno una nuvola. Che giornata!

Pan di Zucchero

Pan di Zucchero

Ecco la bella parete di oggi

Ecco la bella parete di oggi

Dopo esserci preparati velocemente siamo pronti: oggi tirerà naturalmente Nicola visto che è decisamente il più forte (e di un bel pezzo); io invece faccio un po’ da zavorra visto che sono il più brocco. Fulvio va e si sa. Si parte. I primi due tiri li saliamo veloci, arrampicando senza grandi problemi. Wow che bello.

Partenza!

Partenza!

Nicola nel primo tiro

Nicola nel primo tiro

Prima lunghezza

Prima lunghezza

Prima sosta

Prima sosta

Secondo tiro, Nicola recupera in posizione scomoda

Secondo tiro, Nicola recupera in posizione scomoda

Al terzo tiro ecco il passaggio chiave: un camino stretto, dove Nico sale senza grossi patemi dopo aver capito i giochi d’incastro, mentre io impreco per un crampo e Fulvio per lo zaino messo a penzoloni per riuscire a passare; ma ne usciamo e ci ritroviamo su una bella cengia aerea e spaziosa.

Nell'angusta sosta nel camino

Nell’angusta sosta nel camino

Terzo tiro, dentro alla fessura/camino

Terzo tiro, dentro alla fessura/camino

Uscita dallo stretto camino

Uscita dallo stretto camino

Sulla sosta oltre all'angusto passaggio

Sulla sosta oltre all’angusto passaggio

Si risale ora il pilastro: il primo di cordata odierna trova una piccola variante di VI; Fulvio segue (sempre bullo!); io opto per la linea originale e vado a passare per uno strapiombetto di V. Di due tiri ne facciamo uno, unendoli. Siamo nuovamente veloci.

Praticamente pronto a partire!

Praticamente pronto a partire!

Fulvio appena sotto alla breve variante di VI

Fulvio appena sotto alla breve variante di VI

Variante di VI, io mi terrò un metro a destra

Variante di VI, io mi terrò un metro a destra

Mancano tre lunghezze. Terzultimo tiro: placca meravigliosa, tanto che si fanno praticamente 60 metri. Ultimo tiro: marciume, sassi che volano ovunque. Fra i due un tiro stupendo, sempre di placca, ma… ma volo. Andando verso una clessidra dov’era stato posizionato un cordino per proteggerci, un blocco grande più di un frigorifero si stacca mentre ci sono appeso. Sensazione brutta sentire che la parete ti spinge via, che ti viene addosso! Mi lancio fuori, la corda si tende, fortunatamente il tiro è in leggero obliquo e quindi Fulvio non m’è sotto, il masso vola a basso con fragore ed echeggiando in tutta la valle.
Silenzio.
Sale una nuvola di fumo.
Mi metto a ridere, una risata liberatoria per il nervosismo. Riparto subito, mi sembra la cosa più logica. In sosta ce la raccontiamo un attimo. E’ andata bene.

Fulvio assicura

Fulvio assicura

Quinto tiro, magnifici panorami

Quinto tiro, magnifici panorami

Quinto tiro, placca super!

Quinto tiro, placca super!

Sesto tiro, subito dopo il volo

Sesto tiro, subito dopo il volo

Per l’ultima parte, ovvero cengia e facile tratto terminale, proseguiamo slegati. Sulla cima i complimenti e una breve pausa. Guardiamo l’ora, siamo stati molto veloci. Meglio, avremo più tempo per una birra arrivati alla macchina. Dalla cima con una doppia arriviamo fin quasi a una forcella erbosa dove scende la via normale. Seguiamo quest’ultima per verdi e per un canale marciotto, infine per cenge, e siamo alla base. Da qui quasi di corsa alla macchina.

Quasi in vetta: Grande della Scala e Riofreddo

Quasi in vetta: Grande della Scala e Riofreddo

Sull'esile cengia poco prima della cima

Sull’esile cengia poco prima della cima

Autoscatto a "occhi chiusi": Cima Piccola della Scala, 2099 metri slm

Autoscatto a “occhi chiusi”: Cima Piccola della Scala, 2099 metri slm

Doppia dalla cima verso la forcella

Doppia dalla cima verso la forcella

Fulvio si cala

Fulvio si cala

In discesa lungo la normale

In discesa lungo la normale

Verso la base della parete

Verso la base della parete

Alcuni sassi caduti hanno forato la maglietta di Nicola lasciata sul masso alla base della parete

Alcuni sassi caduti hanno forato la maglietta di Nicola lasciata sul masso alla base della parete

Il pezzo staccatosi dalla parete s'era diviso in più parti. Qui il buco di un pezzo: sarà due metri per uno!

Il pezzo staccatosi dalla parete s’era diviso in più parti. Qui il buco di un pezzo: sarà due metri per uno!

Felici e veloci verso l'auto

Felici e veloci verso l’auto

Super giornata, TOP, in un posto meraviglioso e in più che ottima compagnia! Decisamente un grazie a Nicola per esser andato su da primo e d’aver scelto di fare una gran bella via storica.

Arrivederci grande cima Piccola della Scala

Arrivederci grande cima Piccola della Scala

RELAZIONE

Ripetitori (21/9/2015): Nicola Narduzzi, Fulvio Tuti e Andrea Favret

Zona: Alpi Giulie

Gruppo: Jof Fuart

Cima: Cima Piccola della Scala, 2099 metri slm

Parete: Sud

Sviluppo: 315 metri

Dislivello: 280 metri

L’attacco si raggiunge salendo il vallone di Riofreddo e un centinaio di metri di dislivello dal bivacco CAI Gorizia si deve prende una traccia che porta alla base della parete Sud della Cima Piccola della Scala dove inizia anche la via normale di salita. Nei pressi di questa, che è anche il punto più basso della parete, si attacca circa 5 metri alla sua sinistra sopra ad un masso.

Primo tiro. Arrampicare salendo la bella parete verticale con andamento prima leggermente a destra e poi a sinistra (IV); dopo una ventina di metri obliquare decisamente verso sinistra fino alla sosta sotto alla fessura che sopra si allarga a camino (IV con passaggi di IV+). Sosta su due chiodi. 45 metri

Secondo tiro. Salire l’ampia fessura che si apre man mano che si sale stando inizialmente al suo interno e poi sfruttando la parete di destra (IV). Persa la verticalità il camino si apre, salire prima sul suo lato sinistro (III+) per poi andare a sostare nello stretto ramo di destra in posizione scomoda (IV, attenzione sulla sosta alla roccia non propriamente stabile nel mezzo del camino). Sosta su tre chiodi. 50 metri

Terzo tiro. Salire ora il camino che si restringe sempre più e con gioco d’incastri sfruttare da prima la parete sinistra (V) per poi letteralmente voltarsi e seguire quella di destra fino a una sosta su comoda cengia (IV). Sosta su due chiodi. 20 metri

Quarto tiro. Salire verso il chiodo che si vede sopra la sosta (breve variante di VI) oppure spostarsi di un metro a destra lungo la cengia e salire lo spigolo per più facile strapiombetto (V). Dopo questi primi 5 metri, salire lungo un intaglio strapiombante (V) e proseguire oltre per roccia lavorata fino alla punta del pinnacolo (III). Con piccola spaccata portarsi sulla parete e proseguire fino a una comoda cengia (IV). Attrezzare la sosta una decina di metri a sinistra della punta del precedente pinnacolo. 55 metri

Quinto tiro. Risalire il breve intaglio leggermente strapiombante (V-) e poi arrampicare su placca magnifica seguendo un accennato canale senza via obbligata (III con passaggi di IV). Sosta da attrezzare. 60 metri

Sesto tiro. Proseguire sempre su roccia magnifica con andamento verso sinistra per poi puntare alla selletta alla sinistra della cima (III con passaggi di IV). Sosta da attrezzare. 60 metri

Settimo tiro. Puntare ora direttamente alla selletta (II, due passaggi di III) e sostare appena la si raggiunge su uno spuntone. 25 metri

Linea della via. I cerchi più grandi sono le soste. In blu i punti ove si passa internamente e quindi non visibili

Linea della via. I cerchi più grandi sono le soste. In blu i punti ove si passa internamente e quindi non visibili

Per la discesa seguire da prima l’esile cengia che taglia poco sotto la cima lungo il versante Nord. Da lì scendere alla forcella erbosa e poi seguire la traccia e gli ometti della via normale che riportano alla base.

Note. Bella via su roccia quasi sempre ottima. Il passaggio nello stretto camino è da fare senza zaino, quindi è bene lasciarli alla base oppure in quel punto legarlo all’imbrago. Sull’ultimo tiro si consiglia che i secondi devino verso sinistra per poi rientrare verso destra per non incappare nell’inevitabile caduta sassi causata dalle corde. Per salire sulla cima, una volta fatta la cengia sul versante opposto a quello di salita, prima di scendere verso la forcella arrampicare delle rocce lavorate che portano con difficoltà attorno al II all’aguzza vetta (quest’ultima parte è in comune con la via normale); da lì ci si può calare con corda doppia lungo l’ultimo tratto verticale fatto grazie ad una sosta a spit messa appositamente. Durante la via sono presenti alcuni chiodi di passaggio, il terzo tiro e l’inizio del quarto sono ben protetti. Oltre alla NDA, utili dadi, friends, cordini e qualche chiodo.

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