Magnifico Zuc dal Bor

Ultimo lunedì di questo bel settembre 2015. Mi faccio navigare da Fulvio oltre Pradis (moggio – UD), addentrandoci nella val Alba, fino a incontrare un parcheggio dove delle tabelle indicano l’inizio del sentiero che ci porterà al bivacco Bianchi.

Cartelli, ha inizio il bel giro

Cartelli, ha inizio il bel giro

Lasciata l’auto cominciamo la salita lungo il tratturo del CAI segnato come 428a/450, perdendo leggermente quota fino al greto del rio che prende nome dalla valle. Attraversato comincia la salita vera. Entriamo nel bel bosco di faggi e la pendenza si fa via via maggiore, ma le gambe vanno e saliamo veloci.

Sentiero CAI 428a

Sentiero CAI 428a

Sentiero CAI 450

Sentiero CAI 450

Dietro di noi, la Grauzaria

Dietro di noi, la Grauzaria

Usciti dagli alberi il sentiero si fa mulattiera: l’amico mi fa notare che stiamo camminando lungo una vecchia strada militare costruita dagli alpini durante la Grande Guerra. Come al solito il pensiero scorre fino a quegli anni di follia. Poi di colpo ecco che ci ritroviamo su un pianoro ove spicca la rossa costruzione di lamiera. Due cose mi rubano l’attenzione: la bella Grauzaria che abbiamo sempre avuto alle nostre spalle e il monte Chiavals con le sue strutture militari. Quasi non bado alla nostra meta che già si può ammirare.

DSCN2347

Strada di guerra

Bivacco Bianchi

Bivacco Bianchi

Monte Chiavals

Monte Chiavals

Dopo una pausa al bivacco ripartiamo. Ci spostiamo verso Est e risaliamo il ripido pendio che sale verso la cresta che porta allo Zuc dal Bor. L’ultimo tratto passiamo da una traccia fra l’erba a qualche breve saltino di primo grado per poi tornare su erba e ghiaie, fino alla grande lama naturale.

Zuc dal Bor e la sua cresta

Zuc dal Bor e la sua cresta

Qualche passaggio di primo grado per salire alla cresta

Qualche passaggio di primo grado per salire alla cresta

Inizio della cresta che porta alla cima dello Zuc dal Bor

Inizio della cresta che porta alla cima dello Zuc dal Bor

Verso levante le pareti cadono vertiginose mentre un vento gelido c’investe. Tira Bora, e forte! Il terreno è ghiacciato e lungo i tratti più esposti stiamo molto attenti alle folate d’aria che ci spingono via. Fortunatamente siamo spesso sul versante opposto all’aria e quindi possiamo andare spediti e goderci anche il panorama. Incontriamo solo un passaggio di II grado da fare in discesa, per il resto qui è da fare attenzione all’esposizione e avere un passo sicuro.

Fulvio lungo la cresta

Fulvio lungo la cresta

Guardando indietro

Guardando indietro

Ultimo tratto

Ultimo tratto

Zuc dal Bor

Zuc dal Bor

Arriviamo così in prossimità della nostra meta. Il verde qui lascia spazio alla nuda roccia. Cerchiamo un attimo il canale da seguire, poi Fulvio vede un ometto su una spalla sopra di noi e mi chiama. Saliamo verso il piccolo mucchio di sassi fra gli sfasciumi, infine una traccia ci guida verso le verticali pareti, fortunatamente anche queste non spazzate dal vento.

Freddo...

Freddo…

Ecco lo Zuc con il suo canale/diedro dove saliremo

Ecco lo Zuc con il suo canale/diedro dove saliremo

Risaliamo un primo alto gradino aiutati da una corda fissa, poi ci infiliamo in un diedro dove perveniamo un moschettone a ghiera dentro a uno spit. Sopra di noi altre placchette si notano. Ci leghiamo e siamo pronti.

Sui risalti verso la breve parete

Sui risalti verso la breve parete

La parete da salire

La parete da salire

I tiri sarebbero due. Fulvio parte per il primo tiro. Sale tranquillo e veloce. Dopo aver tirato fuori 30 metri di corda mi dice di partire. Salgo il diedro (III e forse un movimento di III+), seguo una cengia verso destra (I, si rinviene la possibile sosta alla sua fine) e poi ancora verticalmente su un canale che scarica in continuazione sassi causa il recupero di corda (II, prestare attenzione) e, sempre per buona roccia, sono dal compagno. Ha unito i due tiri e ci possiamo slegare. Saliamo gli ultimi metri e siamo in cima allo Zuc dal Bor. Poche parole, due foto e via a preparare le doppie, l’aria non accenna a darci tregua.

Si va!

Si va! Arrampicare!

La triste Madonnina sulla vetta

La triste Madonnina sulla vetta

Zuc Dal Bor, 2195 metri slm

Zuc Dal Bor, 2195 metri slm

Con una doppia (dall’ultima sosta) ci caliamo fino al moschettone a ghiera e poi facendone una seconda siamo giusti sotto alla piccola parete attrezzata con la corda fissa. Rimettiamo via tutto e siamo pronti al rientro.

Prima doppia

Prima doppia

Seconda doppia

Seconda doppia

L’amico mi dice di fare un giro ad anello. Non vedo perché no e accetto di buon grado. Seguiamo quindi con attenzione l’Alta Via CAI Moggio. I bolli sono messi bene e dove servono, ma bisogna stare accorti nel non perderli. Ripidamente quanto rapidamente la traccia ci fa perdere quota fin sotto forcella Fonderis.

Scendendo verso forcella Fonderis

Scendendo verso forcella Fonderis

Alta Via CAI Moggio

Alta Via CAI Moggio

Belle ma poco solide pareti ci sovrastano

Belle ma poco solide pareti ci sovrastano

Dobbiamo risalire qualche decina di metri per arrivare alla forcella, seguendo una comoda cengia. Arrivati all’insellatura ecco riaprirsi la valle che cade nella principale val Alba e il piccolo altopiano dov’è posto il bivacco. Ancora in discesa per tornanti perdendo duecento metri e poi ancora per cengia, un po’ friabile in alcuni tratti, recuperiamo nuovamente un centinaio di metri in salita. In totale saranno 1400 i metri di dislivello fatti.

Verso il bivacco

Verso il bivacco

Splendido panorama

Splendido panorama

DSCN2393

Breve tratto attrezzato lungo la cengia a volte esposta

Forcella Fonderis

Forcella Fonderis

Camosci

Camosci

Al bivacco seconda sosta. Ci godiamo i panorami mentre Fulvio mi fa da cicerone in questa che è la “sua” zona.

Bivacco Bianchi

Bivacco Bianchi

Ora l’ultima parte di discesa la facciamo molto velocemente causa la pendenza e così in meno di un’ora siamo all’auto, neanche troppo stanchi ma decisamente felici.

Scendendo dal bivacco

Scendendo dal bivacco

Attraversando nuovamente il torrente

Attraversando nuovamente il torrente

Quasi all'auto, lo Zuc dal Bor

Quasi all’auto, lo Zuc dal Bor

Girone fantastico! Compagnia super! Insomma, giornata da mettere in bacheca.

Mappa del giro

Mappa del giro

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Una risposta a “Magnifico Zuc dal Bor

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