Cima Bortolusc (salita attraverso il canale Fradeloni)

Lunedì 26 ottobre, fresca e splendida giornata per la montagna. L’autunno chiama, con i suoi caldi colori che ammaliano, gli amanti della natura e io non voglio mancare all’appuntamento. Passo a prendere Michele non troppo presto e dopo uno stop per un caffè saliamo nel cuore della val Settimana, fin quasi al rifugio Pussa, poco oltre l’ultimo ponte che s’incontra, per poi lasciare il mezzo motorizzato e cominciare la vera salita della giornata.

Val Settimana

Val Settimana

Vicino al suddetto ponte ha inizio (cartelli) il sentiero CAI 375 che nel primo centinaio di metri gioca con chi lo utilizza per poi “fregarlo” di colpo impennando nella val della Meda spezzando fiato e gambe, ma in compenso il folto bosco di faggi ripaga appieno con la sua bellezza la faticosa salita.

Inizio del sentiero CAI 375

Inizio del sentiero CAI 375

Usciti dagli alberi ci ritroviamo fra i massi di uno dei canali che scendono dalle pareti più in alto e dall’apertura che porterebbe al Cadin della Meda e i grandi mughi che qui trovano un habitat perfetto. Siamo sempre a Nord e la temperatura s’è alzata ben poco nell’ultima ora, prova n’è il terreno a volte ghiacciato che pestiamo.

Dopo il bosco di faggi, si passa al canale

Dopo il bosco di faggi, si passa al canale

Arrivati al primo bivio della giornata svoltiamo a sinistra immettendoci nel sentiero CAI 375a che ci porta prima nel favoloso Ciadinùt e poco oltre alla sua forcella. In questo tratto veniamo attirati dalle pareti che ci sovrastano e allo stesso tempo dal Pramaggiore baciato dal sole, oggi in bella mostra.

Direzione forcella Ciadinut

Direzione forcella Ciadinut

Verso il Ciadinut

Verso il Ciadinut

Momenti di contemplazione

Momenti di contemplazione

Pramaggiore

Pramaggiore

Nel sentiero del Ciadinut

Nel sentiero del Ciadinut

Le pareti che sovrastano il Ciadinut

Le pareti che sovrastano il Ciadinut

Oltrepassata la forcella eccoci nel Cadin de le Pregoane e subito possiamo ammirare la cima che ci aspetta. Verso la forcella che prende il nome dal catino glaciale possiamo notare il manto bianco che qui non ne vuole sapere d’andar via, ma non sembra poi una gran preoccupazione benché non abbiamo attrezzatura alcuna e indossiamo scarpe d’avvicinamento; questo non tanto per salire all’ampia sella, quanto per la discesa che avverrà nel versante che già vediamo.

Altro bivio, continua la salita

Altro bivio, continua la salita

La nostra meta, il Bortolusc

La nostra meta, il Bortolusc

Saliamo spensierati fino all’ampia forcella delle Pregoane e finalmente possiamo goderci un po’ di sole e un po’ del suo calore. Ammiriamo quello che ci circonda e quello che la larga finestra ha fatto aprire verso Sud.

Verso forcella delle Pregoane

Verso forcella delle Pregoane

Risalendo verso forcella de le Pregoane

Risalendo verso forcella de le Pregoane

Orma di...

Orma di…

Nella neve del Ciadin de le Pregoane

Nella neve del Ciadin de le Pregoane

Dalla forcella delle Pregoane, vista verso Sud: il monte Pinzat

Dalla forcella delle Pregoane, vista verso Sud: il monte Pinzat

Dopo una pausa ristoratrice ci rimettiamo in movimento. Andiamo verso levante, dentro un’ampio canale detritico che ci fa salire sotto le pareti meridionali del Bortolusc, verso una sella erbosa che i Berti descrivono nella loro guida Dolomiti Orientali. Il casco, guardando la roccia, diventa subito d’obbligo. Un paio d’ometti e una flebile traccia non ci possono far sbagliare e in meno di quello che credevamo siamo sotto al canale seguito in discesa per la prima volta da Fradeloni, dal quale prende il nome, e Segolin nel 1971.

Le pareti Ovest del monte Bortolusc viste da forcella delle Pregoane

Le pareti Ovest del monte Bortolusc viste da forcella delle Pregoane

Il canale di ghiaie che porta verso verso il canale Fradeloni

Il canale di ghiaie che porta verso il canale Fradeloni

Michele risale le ghiaie

Michele risale le ghiaie

Lì lontano il Resettum

Lì lontano il Resettum

Una letta alla guida Berti

Una letta alla guida Berti

Inizio del canale Fradeloni

Inizio del canale Fradeloni

Il canale è troppo caratteristico per non essere notato con le pareti di sinistra che lo delimitano che sembrano quasi strapiombare e ricadere in esso. Cominciamo la salita stando principalmente nel fondo delle balze rocciose; la roccia è tutt’altro che buona, anche se cercando sul lato destro la situazione non è poi così male, e con vari passaggi di II grado prendiamo quota velocemente e divertendoci non poco.

Canale Fradeloni

Canale Fradeloni

Michele su un passaggio di II grado

Michele in arrampicata su un passaggio di II grado

Canale Fradeloni

Canale Fradeloni

Cima della Meda

Cima della Meda

Alla fine il canale lascia spazio e una zona ghiaiosa. Risaliamo ancora lungo una grande spaccatura fino alla parete che cade nel Cadin del Bortolusc. Ci spostiamo verso sinistra nuovamente nei detriti e incontriamo alcuni ometti che ci indicano la strada verso la vetta, nuovamente con qualche passaggio che non supera il primo grado.

Spaccatura che sale verso la cima

Spaccatura che sale verso la cima

Ultimi passaggi di I grado

Ultimi passaggi di I grado

Sulla vetta panorama pazzesco!

Sulla vetta panorama pazzesco!

Quasi di colpo ci ritroviamo sulla cima, la stretta di mano è obbligatoria. La giornata senza nuvole ci regala un panorama incredibile! Caserine, Pramaggiore, Postegae, Duranno, Preti; e ancora le Dolomiti Bellunesi e dal lato opposto il Resettum.

Oltre le ghiaie finali, eccoci finalmente in cima

Oltre le ghiaie finali, eccoci finalmente in cima. Assieme a Michele, le Caserine

Incredibile visione Dolomitica

Incredibile visione Dolomitica

Duranno

Duranno

Cima Bortolusc, 2160 metri slm

Cima Bortolusc, 2160 metri slm

Non ci fermiamo molto, la neve che ci sta sotto e che nel versante di salita non era presente ci invita a muoverci. Un manto di una decina di centimetri ci mette alla prova soprattutto all’inizio: sul filo di cresta serve la massima attenzione per la roccia che si sbriciola a pochi centimetri dal salto verticale verso Ovest, mentre appena sotto delle placche compatte sono, come detto, ricoperte di neve. Ometti o segni: zero, qui resta il gusto della scoperta.

La discesa sul versante Nord, attenzione alla neve!

La discesa sul versante Nord, attenzione alla neve!

Un po’ a naso e seguendo sempre quello che scrivevano i Berti ci teniamo sulla cresta che poco più sotto diventa più tonda e dove la neve lascia spazio a facili ghiaie che ci fanno perdere quota facilmente, tranne in un punto nuovamente innevato sopra e ghiacciato sotto da non sottovalutare. Poi dobbiamo nuovamente deviare alla nostra destra, verso quella selletta che divide la salita del versante Nord da un grande e caratteristico spuntone.

Lungo la cresta ghiaiosa

Lungo la cresta ghiaiosa

Michele fra le rocce

Michele fra le rocce

Un bel traverso sempre in punta di piedi su neve che non si compatta, un po’ di vetrato da evitare, roccia così così e raggiungiamo i mughi che oggi da odiate piante da “ravano” diventano fidati assicuratori naturali, magari anche solo psicologicamente ma è quello che basta.

A destra e a sinistra fra roccia marciotta e neve

A destra e a sinistra fra roccia marciotta e neve

Quasi allo spuntone

Quasi allo spuntone

Raggiunta la selletta evitiamo inizialmente di rimanere nel canale  che deposita nel Cadin de le Progoane, spesso luccicante per il fondo ghiaccio, per stare sul pendio ghiaioso anche qui ricoperto di bianco ma con un manto trasformato quanto basta dal poco sole che qui arriva e che rende la discesa decisamente stabile anche con calzature poco idonee.

Bel vetrato!

Bel vetrato!

Ultimo tratto in prossimità del Cadin de le Pregoane

Ultimo tratto in prossimità del Cadin de le Pregoane

Ciadinut

Ciadinut

Tornati nel Cadin possiamo rilassarci un attimo e riguardare la discesa fatta: bellissima, decisamente da rifare in inverno. Ma il sole comincia ad abbassarsi e all’auto manca ancora un’ora e più. Rifacciamo da qui la stessa via fatta in salita, ripassando nel bel Ciadinut e poi ripercorrendo la val della Meda fino al fondo della Val Settimana e alla macchina.

Ancora il Pramaggiore

Ancora il Pramaggiore

Discesa lungo il sentiero CAI 375

Discesa lungo il sentiero CAI 375

Michele nell'ultimo tratto fra i faggi

Michele nell’ultimo tratto fra i faggi

Nuovamente in val Settimana

Nuovamente in val Settimana

Giornata meravigliosa, cima selvaggia e poco conosciuta, salita per un bel canale e discesa lungo la via “normale” con il brio della neve. Giro da 10 e lode!

Mappa

Mappa

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