(Quasi) sul Cimon dei Furlani

20 dicembre, ultimo giorno d’autunno, un autunno strano, quasi primaverile, asciutto, troppo asciutto; in questo periodo ci si aspetta un po’ di neve sulle cime ma tutto è brullo. Con Andrea ci stiamo avvicinando al Piancavallo e continuiamo a stupirci di questo tempo. Parcheggiata la macchina partiamo, prendiamo il sentiero CAI 924; il primo tratto è in mezzo al bosco, le foglie secche per terra sono davvero tante e a volte temo di scivolare.

Nel bosco sopra casera Casavento

Nel bosco sopra casera Casavento

Ben presto comincio a togliere giubbotto, sciarpa, guanti; parto sempre imbacuccata, ma è caldo e tutti quegli strati danno fastidio. Questo sentiero lo abbiamo percorso un mesetto fa con destinazione la Palantina, oggi invece la meta è il Cimon dei Furlani. Proseguiamo: usciti dal bosco si staglia davanti a noi il larice dorato che Andrea aveva fotografato l’altra volta, oggi è grigio e ci piacerebbe vederlo coperto di neve…

Il larice che s'incontra lungo il sentiero CAI 924

Il larice che s’incontra lungo il sentiero CAI 924

Arrivati in Val Sughet all’altezza del crocefisso giriamo a destra a differenza di un mesetto fa, pochi metri e il tempo cambia, qui c’è tanta aria, all’inizio non ci faccio molto caso, procediamo senza timore. Incrociamo diverse persone oggi che come noi hanno scelto di camminare in questa domenica prenatalizia, lontani da centri commerciali e negozi. Andrea dà alcune indicazioni ad un gruppo di escursionisti che vogliono dirigersi  verso Cima Manera, mi piace sentirlo parlare delle sue montagne, così familiari per lui, percorse così tante volte da sentirsi parte di loro.

Verso la Val Sughet

Verso la Val Sughet

Monte Raut

Monte Raut

Il sentiero è piacevole e la voglia di arrivare è grande, ma il vento aumenta notevolmente, comincio a rimettere qualcosa addosso, l’aria fredda mi gela rapidamente. Procedere diventa faticoso ed inoltre alcune raffiche mi fanno perdere l’equilibrio. Uffa! Per me comincia ad essere dura, rallento.

Salendo verso il Cimon dei Furlani

Salendo verso il Cimon dei Furlani

L’immagine che mi viene in mente è quella di alcune spedizioni viste in tv, di quelle in mezzo alla neve dove si procede lentamente sfidando il vento contrario e il vento gelido che congela la condensa del respiro… Va beh! Sto esagerando, ma faccio davvero fatica a tenermi in equilibrio e ho paura di cadere. Andrea mi chiede se voglio tornare indietro, ma manca davvero poco e io sono una che non molla volentieri… procediamo ancora un po’ ma ora la paura mi attanaglia, mi sono bloccata. Poco tempo fa mia figlia più piccola per scuola doveva scriverere delle considerazioni sulla paura e così ragionavo con lei di come la paura a volte può bloccarti e ti mette in contatto con i tuoi limiti, ma può anche “salvarti la vita” perché ti da la percezione del pericolo, perciò di per se la paura non è negativa. Ho avuto paura, forse irrazionale, forse esagerata, ma mia; ho un respiro affannoso, non per la fatica ma per il peso che sento tra le costole. Mi arrendo, scendiamo.

La dorsale di salita

La dorsale di salita

Sulla prima anticima

Sulla prima anticima

Il tratto più ripido

Il tratto più ripido

Resettum e Raut dal pianoro prima dell'ultima anticima

Resettum e Raut dal pianoro prima dell’ultima anticima

All’inizio vado lentamente, mi sento insicura, via via il respiro si normalizza e anche i miei passi si fanno più sicuri, mi sento fuori pericolo ed è tempo di sdrammatizzare: “Vento 1, ego 0”, Andrea mi prende in giro e pian piano mi ritorna il sorriso.

Scendendo dal Cimon dei Furlani

Scendendo dal Cimon dei Furlani

Scendendo incontriamo un gruppo che sale, tra loro un escursionista saluta ‘Andre Rao’, due battute sul blog e su facebook e si riprende… Ora tocca a me prendere in giro il mio compagno famoso per il suo blog, ma poco più giù all’altezza della Val Sughet incrociamo un escursionista solitario che scende da Cima Manera: “Ciao! Tu sei Andre Rao, quello del blog, sono felicissimo di averti incontrato!”… Nooo! Non posso crederci il primo a salutare Andrea lo conosceva anche di persona mentre il secondo solo attraverso il blog! Anche Andrea rimane stupito, la sorpresa ben presto lascia posto alla contentezza e sulla faccia esce un sorriso fiero… e fai bene a sentirti orgoglioso di te stesso, impegno, tempo e dedizione per mantenere vivo il tuo blog sono ripagati da queste piccole-grandi soddisfazioni. Bravo Andre Rao!

Ometto

Ometto

Testo (e sviolinata) di Valentina De Gobbi

 

Annunci

Una risposta a “(Quasi) sul Cimon dei Furlani

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...