Invernale (o no?!) sulla Schiavi

Vigilia di Natale senza neve, ne in pianura e nemmeno in montagna. Assieme a Fulvio andiamo a cercare qualche macchia bianca sulle pareti Nord di qualche cima e così decidiamo di salire alla Creta di Pricot per la via Schiavi. Nemmeno troppo presto lasciamo l’auto nei pressi della ex caserma della Guardia di Finanza e ci dirigiamo verso la baita Winkel.

Partenza dalla ex Caserma della Guardia di Finanza poco prima di Passo Pramollo

Partenza dalla ex Caserma della Guardia di Finanza poco prima di Passo Pramollo

Oltre la baita si apre la valle e la magnifica torre Winkel mentre il sole l’accende di toni caldi.

Prime luci da Est

Prime luci da Est

Il sole illumina il Cavallo di Pontebba e le Torri Campil e Winker

Il sole illumina il Cavallo di Pontebba e le Torri Campil e Winker

Arrivati al grosso masso che indica la deviazione verso la via Fausto Schiavi, lasciamo il sentiero e risaliamo le sconnesse rocce fino alla base del canalone che a breve saliremo. Dopo esserci imbragati ci rimettiamo in marcia, ora utilizzando anche le mani.

Inizio della via Fausto Schiavi

Inizio della via Fausto Schiavi

All’inizio va tutto bene: un po’ di neve, tanti sassi fuori. Saliamo veloci. Poi invece di risalire un canalino ci teniamo fuori via e troviamo del bel vetrato. Fulvio passa con un paio di sbuffate, io con l’aiuto di un cordino passato su uno spuntone per non rimanere lì appeso come un salame. Da qui in poi tutti i tratti bianchi nasconderanno sotto di essi quel finissimo ma durissimo strato di ghiaccio che non ne vuole sapere di lasciare la roccia dov’è aggrappato.

Fulvio impegnato su un canalino

Fulvio impegnato su un canalino

Ad un tratto, sempre fuori dal canale principale, su un traverso su placca l’amico passa “camminando sulle uova” mentre io proprio non me la sento. La paura mi blocca. Sono letteralmente piantato su due appoggi non proprio comodissimi, ma non mi potevo comunque lamentare. Gli lancio la corda, lui sale un po’, trova un punto dove piantare la picozza per farmi sicura e riparto. Non serve nemmeno che “tiri”, la testa è sbloccata e passo con molta attenzione ma mentalmente libero. Senza l’amico di lì non sarei passato di sicuro, ma ormai siamo fuori dai casini.

Fine dei passaggi più delicati

Fine dei passaggi più delicati

Saliamo ancora un po’, passiamo il famoso traverso esposto che risulta abbastanza pulito e il poco vetrato presente non è più nascosto ma ben evidente; poi ancora su dentro il seguente canalino sempre seguendo i bolli. In pratica quella che doveva essere la parte più dura resta tutto sommato la più semplice (almeno fin qui) e la più divertente. Segue così il lungo traverso verso sinistra pestando anche qui un po’ di neve lungo la cengia ma che non nasconde alcun pericolo. Poi ecco l’ultimo largo canale detritico dove la neve, quasi lasciandoci  sorpresi, è praticamente assente! Vedendo quello che c’era sotto, anche se poco, lasciava presagire che qui avremmo trovato un po’ di manto bianco trasformato e invece il quasi nulla.

Oltre il lungo traverso

Oltre il lungo traverso

Attimo di pausa prima degli ultimi canali

Attimo di pausa prima degli ultimi canali

Quasi usciti dalla via

Quasi usciti dalla via

Nei canali finali fra neve, ghiaccio e sfasciumi

Nel canale finale fra neve (poca), ghiaccio e sfasciumi

Canale terminale, verso il sole

Canalino d’uscita, verso il sole

Usciamo sulla dorsale a pochi passi dalla cima della Creta di Pricot e si apre di colpo un panorama a 360 gradi. Bellissimo la mescolanza fra nubi e pareti verso Sud. Continuiamo a camminare veloci fino alla cima del Cavallo di Pontebba dove scattano i complimenti e la stretta di mano.

Raggiunta la Creta di pricot si va verso la cima del Cavallo

Raggiunta la Creta di pricot si va verso la cima del Cavallo

Caldo sole

Caldo sole

Autoscatto sulla cima del Cavallo di Pontebba

Autoscatto sulla cima del Cavallo di Pontebba

Dopo una breve pausa ed esserci cambiati iniziamo la discesa che decidiamo di fare per la ferrata Contin. Qui la neve è praticamente assente tranne in un breve tratto iniziale e in uno finale, ma il cavo in acciaio aiuta per una discesa veloce.

Comincia la discesa

Comincia la discesa

Lungo la ferrata Contin

Lungo la ferrata Contin

Tornati dentro al vallone gli sguardi tornano sulla bella Torre Winkel, la parete appena salita e la Torre Clampil dove una cordata sta salendo il suo verticale lato Sud. Nel frattempo il tempo passa e noi veloci torniamo all’auto, stanchi e contenti.

Torre Winkel

Torre Winkel

Vista nel vallone Winkel

Vista nel vallone Winkel

Via Fausto Schiavi

Via Fausto Schiavi

DSCN2717

Bella uscita, nulla a che vedere con l’ultima che avevo fatto lungo questa via, con una situazione particolare: poca neve ma infida visto che non se n’era andata proprio nei punti più delicati, senza essersi trasformata e rimanendo inconsistente ma lasciando sotto il proprio biancore l’antipatico vetrato. Per molti (decisamente più bravi di me anche se ci vuol poco) che sono stati in giro sulle Nord in questo periodo, la conferma di condizioni peggiori che non con molta più neve. Alla fine resta comunque una giornata super per tutto, dalla via ai panorami, passando per la compagnia.

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