Sentiero del Pellegrino, Monte Lussari

Finalmente è arrivata la tanto aspettata e desiderata neve in montagna. Era da un bel po’ che con Valentina si aspettava questo momento per andare a percorrere il sentiero del Pellegrino al monte Lussari, perché almeno una volta nella vita bisogna farlo mentre ha la veste bianca; e siccome alla mia compagna manca questa cosa ne approfittiamo in un sabato soleggiato.

Inizio dell'escursione

Inizio dell’escursione

La partenza è da Camporosso, dove sale la telecabina, e tenendoci gli impianti e le piste alla nostra destra andiamo ad imboccare il famoso sentiero. Non mancano gli sci-escursionisti e soprattutto gli scialpinisti che hanno ormai formato in un paio d’ore quattro binari duri e compatti che noi sfruttiamo volentieri.

Sentiero del Pellegrino, si parte!

Sentiero del Pellegrino, si parte!

Sentiero CAI 613

Sentiero CAI 613

Mentre saliamo sembra realmente una processione, un pellegrinare. Quanti gente sale di qui!!! E poi le voci di austriaci, sloveni ed italiani che si mischiano mentre il respiro è più o meno veloce. Il vedere tanta gente comunque non disturba benché siamo abituati ad altri percorsi decisamente meno affollati.

Crocefisso lungo la salita

Crocefisso lungo la salita

La via imbiancata

La via imbiancata

Dopo meno di un paio d’ore dentro al bel bosco imbiancato, ecco che finalmente cominciano i punti della via crucis. Una bella cappelletta dove riposiamo qualche minuto visto Valentina comincia a faticare sulla neve, ma manca poco.

Una delle tappe della via crucis

Una delle tappe della via crucis

Magie della neve

Magie della neve

Una delle tappe della via crucis

Una delle tappe della via crucis

Particolare di un Cristo nella cappelletta

Particolare di un Cristo nella cappelletta

La cappelletta che si incontra lungo la salita

La cappelletta che si incontra lungo la salita

Il sole comincia a filtrare tra gli alberi

Il sole comincia a filtrare tra gli alberi

Arrivati alla pista da sci senz’alberi che ci fa ammirare la bella Creta Cacciatore, non rimaniamo esterni al monte Preisnig ma lo affrontiamo di petto seguendo ancora le tracce di chi sale con gli sci, a rapide svolte, fino quasi alla sua cima dove arriva una seggiovia.

Manca poco

Manca poco

Creta Cacciatore

Creta Cacciatore

Il Montasio in veste invernale dalla sella prima della cima

Il Montasio in veste invernale dalla sella prima della cima

Attraversata ora la pista, è tempo dell’ultimissimo breve sforzo che ci porta alla vetta del Lussari dove una croce e tanta tanta tanta gente è lì appollaiata al sole. Poco importa, il panorama verso il Montasio ed il Jof Fuart rubato la scena a tutto.

Jof Fuart e Jof di Montasio

Jof Fuart e Jof di Montasio

Sulla cima del Lussari

Sulla cima del Lussari

Girando comunque a 360 gradi su se stessi, anche il resto però è magnifico: il borgo Lussari coperto da una coltre bianca, le dolci vallate austriache con il Dobratsch, il Mangart e lo Jalovech, ancora la Creta Cacciatore. Stupendo.

Jof di Miezegnot

Jof di Miezegnot

Borgo Lussari

Borgo Lussari

Le dolci vallate austriache dalla cima e il Dobratsch

Le dolci vallate austriache dalla cima e il Dobratsch

Scendiamo al piccolo paesino, una visita alla chiesa, una alla piccola viuzza turistica e poi dentro ad un bar per mangiare un buon piatto di salsicce con crauti accompagnato da una birrozza da mezzo (per me, mentre Valentina acqua visto che non gradisce le cose alcooliche).

Meridiana del campanile

Meridiana del campanile

Interno della chiesa

Interno della chiesa

Il soffitto della chiesa

Il soffitto della chiesa

Il cuore del piccolo borgo

Il cuore del piccolo borgo

Borgo Lussari

Borgo Lussari

Ma il lavoro mi chiama! E’ ora di rientrare… e così niente discesa a piedi. Via veloci a prendere l’ovovia per una discesa rapida e fulminea fino all’auto perché poi ci attendono sempre quasi due ore di guida.

Scendendo velocemente con l'ovovia

Scendendo velocemente con l’ovovia

Splendida giornata al Lussari, che imbiancato sa dare il meglio di se! E bravissima Valentina che s’è fatta circa 1000 metri di dislivello sulla neve senza brontolare e senza mai mollare.

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