Val Colvera: inseguendo le acque

Una giornata rilassante senza grossi dislivelli in una valle conosciuta quanto sconosciuta: la val Colvera. Qui vengo spesso ad arrampicare proprio all’inizio della stretta gola, poco sopra Maniago, ma mai sono andato oltre lungo la vecchia strada che costeggia il torrente. Così eccomi qui a fare questo giretto con la mia compagna, senza grosse pretese e senza pensare di trovare chissà cosa se non qualche bel scorcio formato da qualche pozza d’acqua.

Lungo la vecchia strada dismessa

Lungo la vecchia strada dismessa

Parcheggiata l’auto nei pressi della sorgente dei Pissui, sulla destra salendo poco prima della galleria, cominciamo a camminare evitando la nuova provinciale e seguendo la vecchia strada dismessa ove si trovano anche le pareti della falesia. Già qui il fragore dell’acqua attira l’attenzione per ammirare qualche gioco di cascatelle lungo massi e pareti lisce, cosa che mai ho notato interessato più a guardare dove salgono gli spit sul lato esattamente opposto. Resto quasi meravigliato.

Inizio dell'escursione

Inizio dell’escursione

Falesia... arrampicata... Mauro Corona!

Falesia… arrampicata… Mauro Corona!

La strada si ricongiunge più avanti nuovamente con la provinciale che sale verso Poffabro e qui dobbiamo attraversare sia questa che, con un ponte, il torrente. Fatte entrambe le cose riprendiamo la vecchia via dismessa e qui ancora molto chiusa dalle alte pareti. Un grande tetto passa sopra tutta la carreggiata fino a uscire nel vuoto che cade nel torrente e anche qui ancora spit. Che vie dure! Ma quello che più impressiona è una marmitta scavata dall’acqua con le sue pareti levigate e nel fondo il colore dello smeraldo.

Ancora la vecchia strada. Un grande tetto la sovrasta!

Ancora la vecchia strada. Un grande tetto la sovrasta!

Inizio di primavera

Inizio di primavera

Bellissima grande marmitta

Bellissima grande marmitta

Arrivati ad un vecchio ponte lasciamo l’asfalto per proseguire su strada bianca. Le acque del Colvera si placano e ora scorrono tranquille. Veniamo attirati dalle fioriture abbondanti di Campanellino e Primula e ci buttiamo letteralmente a fare foto.

Campanelline

Campanelline

Fotografando

Fotografando

Primule

Primule

Torrente Colvera

Torrente Colvera

Continuando a camminare arriviamo all’affluenza del Colvera con il Colvera di Jouf; questo secondo scende da sinistra ed è proprio lui che ora seguiremo. Passando vicino a una briglia pian piano la strada si distacca dal letto del torrente, ora tornandoci vicino e ora riallontanandosi. Il tutto è comunque piacevole, mai monotono.

Torrente Colvera di Jouf e la prima presa che s'incontra

Torrente Colvera di Jouf e la prima presa che s’incontra

Bucaneve

Bucaneve

Altra presa

Altra presa

IMG_2968

Dopo una buona mezzora lungo il Colvera di Jouf, passando per una seconda vecchia briglia e ammirando Bucaneve e Anemoni dei Boschi, arriviamo a un rudere che farà un po’ da snodo da qui in poi. Subito deviamo a sinistra e passiamo vicino ad un arco roccioso veramente bello per andare a vedere il Landri Scur! Poi eccoci all’interno di un anfiteatro naturale e tutt’attorno, sulle sue pareti, vari anfratti, nicchie e grotte naturali. Bellissimo e strano posto, tutto da ammirare e da scoprire.

Dentro a una delle grotte

Dentro a una delle grotte

Nel centro dell'anfiteatro naturale

Nel centro dell’anfiteatro naturale

Landri

Landri

Grotte e anfratti

Grotte e anfratti

Arco roccioso

Arco roccioso

Tornati a quello che resta della casa questa volta giriamo a sinistra, o meglio andiamo diritti lasciandoci il Landri Scur alle nostre spalle, verso il torrente. Guadiamo una volta e poi una seconda volta l’acqua che scende da monte e poi eccoci a quello che resta di una vecchia casa molto grande che doveva ospitare più famiglie o, com’era una volta, una famiglia molto numerosa. Resta ben poco ma si può immaginare com’era la vita di una piccola comunità in questa zona.

Quello che resta della vecchia casa

Quello che resta della vecchia casa

Guadando i torrenti

Guadando i torrenti

Si sale lungo il sentiero

Si sale lungo il sentiero

Quel che resta di una grande casa

Quel che resta di una grande casa

Doveva essere bellissima

Doveva essere bellissima

Una delle cucine

Una delle cucine

Crochi (Crocus)

Crochi (Crocus)

Salendo ancora arriviamo alla strada che da Pala Barzana porta a Poffabro. Un piccolo capitello e seguiamo la striscia d’asfalto verso Ovest. Dopo un centinaio di metri, dove ha inizio il guard rail, torniamo nuovamente lungo un tratturo battuto verso il basso. Guadiamo nuovamente due volte i torrentelli di prima, ma più in alto, poi prima di raggiungere i ruderi iniziali deviamo questa volta per andare a vedere il Landri Viert seguendo dei strani simboli a forma di “C” che avevamo visto anche al Landri Scur.

Capitello

Capitello

Si rientra

Si rientra

Erica

Erica

Strani "bolli" che portano ai Landri

Strani “bolli” che portano ai Landri

Croco

Croco

Non prendiamo il sentiero che sale ma ci immettiamo nella stretta valletta. Dopo poche decine di metri la cavità che ci si para davanti è spettacolare: una grande volta ci sovrasta e una vegetazione che sa più di ambiente fantastico che non di montagna rende tutto fiabesco.

Verso il Landri Viert

Verso il Landri Viert

Landri Viert

Landri Viert

Landri Viert

Landri Viert

Continuiamo seguendo la valletta, salendo per una traccia ben segnata, e anche qui piccoli anfratti si susseguono. Poi di colpo ecco apparire le pareti di alcune marmitte create dall’erosione dell’acqua. Le visitiamo incuriositi e nel frattempo Valentina scorge anche alcune salamandre belle cicciotte.

Salendo nei pressi del Landri Viert

Salendo nei pressi del Landri Viert

Salamandra

Salamandra

Grandi marmitte

Grandi marmitte

Eccomi sotto a una delle marmitte

Eccomi sotto a una delle marmitte

Risaliamo ancora la valletta e facciamo un piccolo anello portandoci ora sopra le marmitte e curiosando dall’alto. Ma è ora di una pausa. Cioccolata fondente e frutta secca per darci la carica prima del rientro.

Strani portali

Strani portali

Le marmitte dall'alto

Le marmitte dall’alto

Scendiamo ora il sentiero che ci riporta sulla strada sterrata e in breve alla casa diroccata. Poi la via di ritorno da questa fino all’auto è la medesima dell’andata, ma senza farci mancare ancora qualche scorcio alla forra e al girare fra fiori e alberi dove possibile.

Felicemente insieme

Felicemente insieme

Di rientro

Di rientro

Verso il vecchio ponte

Verso il vecchio ponte

Nuovamente il roboante Colvera

Nuovamente il roboante Colvera

Bellissimo giro che mai avrei pensato così pieno di sorprese e di luoghi particolari benché non ci siano grandi dislivelli e nemmeno incredibili distanze. Non si può fare a meno di fermarsi ad ammirare quello che si incontra lungo questa passeggiata. Una magnifica giornata sia per Valentina che per il sottoscritto.

Mappa dell'escursione

Mappa dell’escursione

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4 risposte a “Val Colvera: inseguendo le acque

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

    • Vai perché merita tantissimo. E’ semplice e non molto distante dalla pianura, ma questi luoghi hanno saputo regalarci degli angoli meravigliosi! Ecco, qui sicuramente tornerò volentieri più volte.

  2. Pingback: Sotto la pioggia nella val Colvera | RITORNO ALLE ORIGINI·

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