Equipe 84 – Dardago (PN)

Era da un po’ che non mi trovavo con Nicola e dopo un periodo un po’ travagliato per me eccoci assieme per arrampicare. Si sa, il divario tecnico e fisico che abbiamo è abissale, ma da buon samaritano il “dottore” ogni tanto si presta ad aiutarmi trasformandosi in carrucola come in questa giornata.

Dopo un pezzo che si diceva d’andare a fare la ripulita Equipe 84 a Dardago, eccoci qui. Una vecchia via dimenticata per tanto tempo, ma l’anno scorso grazie all’intervento del bravissimo Enrico Bravin ha ritrovato nuova vita. Nuova vita perché era ormai completamente invasa da erba e piante varie, terra e alberi. Un lavorone di pulizia e un altrettanto lavorone di messa in sicurezza con una spittatura a prova di bomba e nuove soste perfette anche per la calata.

Soste a prova di bomba e pronte per una calata

Soste a prova di bomba e pronte per una calata

Ad ogni modo  ci troviamo al parcheggio e preso il minimo indispensabile ci portiamo all’attacco. Naturalmente non mi permetto nemmeno di fare un tiro da primo, anche perché conosco già le difficoltà che troverò visto che Fabrizio mi aveva già spiegato abbastanza bene la via. Conoscendo poi le gradazioni belle “piene” della zona direi che fare il secondo mi darà già i miei grattacapi… e così fu!

Buona parte della parete salita. Solo il primo tiro e il camino del secondo sono nascosti dagli alberi

Buona parte della parete salita

Il primo tiro è ancora bello sporco da terra e qualche cosa si muove. Nicola sale comunque bene (figurarsi, va su come me su un secondo) e alla sosta mi dice di partire. Un po’ titubante provo a muovermi decentemente.

La prima lunghezza vista dalla sosta

La prima lunghezza vista dalla sosta

Il secondo tiro sembra già migliore in quanto a qualità della roccia. Un bel diedro camino e poi una placca. Infine un tetto dove vedo il dottore che si sposta a destra e via che sale urlando “ecco il sesto di Dardago”. Guardo titubante quello che m’aspetta e attendo la chiamata che arriva poco dopo.

Nicola lungo il secondo tiro

Nicola lungo il secondo tiro

Parto. Cinghialando nel mezzo, esattamente al contrario di Nico che se n’è stato fuori da quel cunicolo salendo decisamente più esteticamente, trovo fortunatamente buone maniglie e ne esco indenne. Sulla placca fessurata la cosa cambia: tiro disperato le prese per non voler appendermi ai rinvii e arrivo al tetto. Riconosco il cordino di Michele lasciato pochi giorni fa con la maglia rapida. Salgo, trovo delle cosette buone, tiro una volta, due, tre… ghisato! Faccio una longe con un paio di rinvii e mi fermo a riposare un attimo. Intanto recupero la roba di Miki. Dopo un paio di minuti chiedo a Nico di tirare bene che riparto. Aleòp e tiro di braccia di nuovo alla wildpork stylin’ e non mi sembra vero di essermi issato. Ma per arrivare alla sosta devo ancora combattere per un attimo contro la gravita e contro un po’ di terra buona per i vasi di mia mamma, ma dalla mia ho sempre la “singola” ben tesa che fa il suo sporco lavoro.

Il diedro camino

Il diedro camino

Il terzo tiro è nuovamente marcio e sporco, anche se meno del primo. Nico sale piano, un piccolo passaggio strapiombante e poi sento le sue imprecazioni contro l’erba. Trova la sosta ma mi avvisa che continua. Unirà così il terzo e il quarto tiro combattendo questa volta lui con l’attrito di corda, l’esatto opposto di cui ho beneficiato io fin qui!

Terzo tiro

Terzo tiro

Quando mi chiama parto deciso. La corda non è più ben tesa come prima e anzi ho un bel po’ di lasco (ah l’attrito per tirarla su) e quindi mi devo dar da fare. Passato lo strapiombetto, ammanigliato alla grande, eccomi in mezzo alla vegetazione. Qualche metro e ricomincia la roccia, nuovamente semi-mobile. Per fare i venti metri precedenti, con il mio solito stile, ho stretto e sono nuovamente con le braccia fottute. C’è un altro passaggio che butta fuori e non ne ho. Vorrei tirare quel rinvio ma il dottore mi rimprovera e mi tira su come un sacco da bivacco visto che dopo il passo aggettante vicino all’albero la corda è tornata nuovamente ben tesa: parancato si, ma non tirar rinvii!!! E così sbuffando mentre cerco la scusa che tutto si muove, provo a mettermi decentemente per uscire da quel passaggio e ce la faccio.

Quarto tiro

Quarto tiro

L’ultimo tiro lo faccio in moulinette (Nicola naturalmente da primo porta su la corda). Che lunghezza stupenda! Un 5b bello bello su roccia magnifica. In realtà penso che tornerò qui su solo per questo tiro, ma passando per il sentiero… infatti per rientrare, dalla penultima sosta, tramite corda fissa e cavo d’acciaio raggiungiamo la poco conosciuta grotta e poi per traccia torniamo al parcheggio.

La grotta

La grotta

La corda fissa vista dalla grotta. In fondo, oltre lo spigolo, si nasconde l'ultimo tiro

La corda fissa vista dalla grotta. In fondo, oltre lo spigolo, si nasconde l’ultimo tiro

Interno della grotta

Interno della grotta

Che dire… per prima cosa un grande grazie al paziente Nicola per avermi tirato su lungo questa ritrovata linea. Poi un complimenti a Enrico per il lavoro di ripristino, cosa incredibile. Un pensiero poi a chi la faceva un po’ di anni fa con qualche chiodo qua e là; ci voleva pelo per salirla così! Infine qualcuno s’aspetta un giudizio sulla via? Una via così secondo me non può essere giudicata come non si può giudicare la Gina al Masarach o il Glemine, semplicemente si va e basta; ma spero diventi una via ripetuta quanto le altre due!

Si scherza tornando all'auto

Si scherza tornando all’auto

RELAZIONE

Ripetitori: Nicola Narduzzi e Andrea Favret

Zona: Prealpi Pordenonesi

Gruppo: Cavallo

Parete: Ovest

Sviluppo: 105 metri

Dislivello: 100 metri

Per raggiungere l’attacco bisogna salire il sentiero che porta al famoso “paretone” di Dardago (PN), poi arrivati al cengione, invece di voltare a sinistra verso la falesia bisogna andare a destra per una decina di metri fino a incontrare la scritta e gli spit che salgono verso l’alto.

Qui sotto le difficoltà e le lunghezze di ogni tiro.

L1 – 5a – 20 metri

L2 – 5c con passo di 6a – 25 metri

L3 – 5a – 15 metri

L4 – 5a – 25 metri

L5 – 5b – 20 metri

Linea di salita (primo tiro e parte del secondo coperti dagli alberi)

Linea di salita (primo tiro e parte del secondo coperti dagli alberi)

Per la discesa seguire la corda fissa che porta a una grotta. Qui per traccia si raggiunge comodamente il sentiero CAI 990 che riporta poi al parcheggio.

Note. Utili dieci rinvii oltre al materiale per attrezzare le soste. Le soste sono in serie con catena e anello per eventuale calata. La via è spittata egregiamente e dove la roccia lascia a desiderare la vicinanza delle protezioni aiuta decisamente la progressione. Per la discesa ci si può anche calare lungo la via ma si sconsiglia questa opzione. L’ultima lunghezza sarebbe bene farla in moulinette essendo la sosta soprastante decisamente scomoda rispetto a quella dove inizia il tiro e dovendo comunque poi ridiscendere al cavo d’acciaio per rientrare. Su L1, L3 e L4 fare attenzione alla roccia e allo sporco.

Annunci

Una risposta a “Equipe 84 – Dardago (PN)

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...