Marmarole 3 x 2 (3)

Dopo una sana dormita senza alcun problema d’essere disturbati vista la qualità delle grappe ingerite, ci svegliamo un po’ indolenziti alle gambe e alle spalle per la giornata precedentemente passata. Durante la colazione mangiamo come se non ci fosse un domani e Fulvio mi fa presente quanto potremmo aver consumato durante le due vie fatte.

Croda Bianca

Croda Bianca

La giornata è bella anche se qualche nuvola qua e là naviga solitaria nell’azzurro cielo. Di salire la Tessari alla Croda Bianca neanche se ne parla, siamo troppo stanchi e in realtà è pure tardino. In più il pensare che dopo la salita ci sarebbe da fare una lunga discesa, questo ci fa decisamente cambiare meta. Optiamo per quella via senza nome che sale al Tac Grande, cima nemmeno menzionata sulle carte Tabacco.

Tac Grande, la parete che saliremo. Evidente la spaccatura della prima parte

Tac Grande, la parete che saliremo. Evidente la spaccatura della prima parte

Dopo aver eliminato gran parte dell’attrezzatura e aver scelto metà ferraglia rispetto a quello che solitamente ci portiamo dietro, decisamente più leggeri del giorno precedente partiamo per la nostra giornata arrampicatoria. La stringata relazione che abbiamo, dove sono indicati gradi e metri e nulla di più, ci dice che in un’ora dovremmo giungere all’attacco: dopo 40 minuti a passo leggero siamo lì che ci stiamo legando pronti a salire.

Salendo fra grossi massi

Salendo fra grossi massi

Parte l’amico e alla sosta mi chiama. Sono duro come uno stoccafisso. Non riesco a progredire. Raggiunto in sosta faccio presente di questo ma provo comunque a partire per la seconda lunghezza. Mi prendo i friend e i rinvii e con il tintinnare provo a muovermi. Mi alzo 30 centimetri e poi scendo. Riprovo. 31 centimetri e scendo. Riprovo. 32 centimetri ed è ora di desistere! Che cavolo!!! Ripasso tutto il peso al Titti e lui sale più di 33 centimetri, andando a chiudere il tiro.

Dall'alto, il primo tiro

Dall’alto, il primo tiro

Con la corda dall’alto mi sembra tutto più semplice ma i movimenti restano impacciati, macchinosi, discontinui. Arrivato in sosta gli chiedo se voleva farmela comunque arrampicare questa lunghezza visto che la corda non è mai rimasta tirata. Sorride, gli dico che riparta lui e si rimette subito in moto per la lunghezza seguente.

Secondo tiro

Secondo tiro

Al terzo tiro il passaggio è subito lì, sopra la sosta. Ci sono 35 metri che separano Fulvio e me. Al segnale parto e mi incrodo. Non è proprio giornata!!! Provo e riprovo, poi sento che sto mollando la presa. Un urlo mi esce d’istinto “TIRA” e mentre la corda si tende di colpo spingo finalmente con il piede sinistro e mi ritrovo fuori da quel punto delicato. Respiro affannosamente e senza fermarmi raggiungo la sosta.

“Da qui ci possiamo ancora calare” mi sento dire. E’ vero, poi non sappiamo cosa avremo, perché subito oltre c’è un traverso da affrontare. Fulvio dopo questi tre tiri comincia anche lui a sentire la stanchezza. Mi appendo tutta la ferragli all’imbrago e provo a muovermi. Cerco un punto dove alzarmi e a fatica e con un “alza i piedi, ca##o!” che mi arriva da sotto comincio un minimo a pensare. Arrampico penosamente ma continuo. Lungo il traverso mi sento un po’ intontito. Cerco la via e finalmente vedo la sosta. La raggiungo. Un sospiro.

Dalla sosta dopo il traverso

Dalla sosta dopo il traverso

Dopo quel tiro ne faccio altri due, semplici, e ci ritroviamo su un’ampia cengia verde che degrada fino a valle e dove si potrebbe anche abortire la salita e ripiegare verso il rifugio; ma mi sento sbloccato e provo con la lunghezza successiva che sicuramente è più impegnativa delle tre che ho appena fatto. Salgo un camino e lo prendo naturalmente male, anzi molto male! Sempre impacciato mi assicuro a destra e sinistra ma piano piano mi alzo e arrivo in sosta. Chiudo la lunghezza e lascio passare davanti Fulvio per l’ultimo tiro che non presenta grandi difficoltà.

Sull'ampia rampa verde, possibile via di fuga

Sull’ampia rampa verde, possibile via di fuga

Uscito dal penultimo tiro

Uscito dal penultimo tiro

Alla fine sarò veramente felice per la via ma allo stesso tempo veramente abbattuto per la giornata nera che avevo. Stanchezza fisica ma soprattutto mentale sono veramente deleterie, quando non c’è la testa è veramente dura arrampicare. Però l’abbraccio finale quando siamo nuovamente a valle e mentre sopraggiunge il temporale, quel gesto spontaneo ti fa capire la grandezza di un’amicizia che non è legata solo da una corda ma dalla totale fiducia e comprensione.

Fuori dalle difficoltà

Fuori dalle difficoltà

Salendo lungo la cresta

Salendo lungo la cresta

Arrivano le nubi e qualche goccia

Arrivano le nubi e qualche goccia

Ometto sulla cresta

Ometto sulla cresta

Ci caliamo lungo il grande canale

Ci caliamo lungo il grande canale

La parete salita

La parete salita

Si rientra

Si rientra

Al rientro al Baion riusciamo pure a farci una cantata con il gestore e un paio di “local” mentre brindiamo con una birra alla giornata; e così si conclude questa “tre per due”, ovvero tre vie in due giorni. Un rifugio magnifico, due giornate stupende, tre belle vie, il sentirsi in qualche modo realizzato nel piccolo e il tutto con un compagno di cordata che, come detto, non è semplicemente un compagno di cordata.

Pioggia

Pioggia

Rifugio Baion: il generale Bee

Rifugio Baion: il generale Bee

In conclusione? Userei un inglesismo: TOP!

Per la relazione della via potete andare a questo link

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3 risposte a “Marmarole 3 x 2 (3)

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