Due giorni per cinque forcelle (1/2)

Eccomi qui con Valentina sopra Chiandarens (Forni di Sopra) dove finalmente i “nostri” due giorni di montagna posso iniziare. Questa zona non l’abbiamo mai visitata nessuno dei due, tranne io per un brevissimo tratto, e siamo entrambi curiosi di scoprire le forme che ci regaleranno queste valli e le sue cime.

Da qui si parte

Da qui si parte

Partiamo dal ponte Giaf e, tornati un po’ indietro da dove eravamo saliti in macchina, cominciamo il trekking lungo il sentiero CAI 367. La mattinata è fresca e l’inizio lungo la strada bianca nel bosco è piacevole e non faticoso, giusto quello che serviva per cominciare.

Inizio del giro

Inizio del giro

Dopo una breve discesa ecco dove parta la salita

Dopo una breve discesa ecco dove parta la salita

Nel bosco verso il Rio del Lavinale

Nel bosco verso il Rio del Lavinale

Usciti dagli alberi ci ritroviamo sul greto del Rio del Lavinale; ci impressiona per grandezza briglia che si erge poco distante. Una foto e ci portiamo sul lato apposto al torrente dove ha diparte il vero sentiero.

La grande presa del rio

La grande presa del rio

Fuori dal bosco

Fuori dal bosco

All'inizio del vero sentiero, una sorgente d'acqua freschissima

All’inizio del vero sentiero, una sorgente d’acqua freschissima

Qui l’ascesa si fa più faticosa, non tanto per la pendenza quanto per alcuni tratti di ghiaino, ma noi ce la prendiamo con comodo perché abbiamo tutto il giorno per poter girare nella natura. Intanto camminando ci fermiamo spesso per ammirare le belle fioriture soprattutto di Caglio Zolfino e Garofanini profumatissimi.

Si sale con fatica

Si sale con fatica

Roccia friabile ma che crea torri particolari

Roccia friabile ma che crea torri particolari

Caglio Zolfino

Caglio Zolfino

Garofanini

Garofanini

Garofanini

Garofanini

Bolli sbiaditi ma molto presenti

Bolli sbiaditi ma molto presenti

Oltre ai fiori rimaniamo a guardare le verticali pareti del Pic di Mea, magnifiche, che sembrano ergersi in più torri unite fra loro. Poi quasi al passo del Lavinal, dopo che la valle s’è stretta ad imbuto, arriviamo in un piccolo ma bellissimo pianoro dove il verde regna sovrano. La croce sulla larga forcella è lì come una sentinella che aspetta il nostro arrivo.

Sul Cadin del Lavinal

Sul Cadin del Lavinal

Pic di Mea

Pic di Mea

Sentiero CAI 367

Sentiero CAI 367

Un cuore per una coppia in montagna

Un cuore per una coppia in montagna

Pic di Mea, magnifico!

Pic di Mea, magnifico!

Cime di Lavinal

Cime di Lavinal

Uno sguardo verso valle

Uno sguardo verso valle

Ecco il passo del Lavinal

Ecco il passo del Lavinal

Giunti alla croce una breve pausa. Verso Sud il Crodon di Brica s’impenna possente e un foro che lo trapassa fa vedere l’azzurro anche fra le rocce. Alla sinistra il piccolo pupo sulla forcella Val di Brica vuole farsi notare benché i Monfalconi dall’altra parte siano magnifici. Da qui il panorama è unico!

La croce posta sul passo

La croce posta sul passo

Crodon di Brica

Crodon di Brica

Monfalconi

Monfalconi

Crodon di Brica e il suo foro

Crodon di Brica e il suo foro

Innamorati in vacanza

03 agosto 2016, innamorati in vacanza

Un chiodo... mumble mumble...

Un chiodo… mumble mumble…

Scendiamo ora verso la casera Val Binon prendendo il sentiero CAI 369 e passando per il ricovero Cason di Canpuros. Nel mentre che il pupo sfida la legge di gravità le nostre attenzioni passano alla meravigliosa val Monfalcon di Forni con la sua omonima cima e le Creste del Leone che da qui si vedono benissimo.

Si continua versa casera Val Binon

Si continua versa casera Val Binon

Val Monfalcon di Forni

Val Monfalcon di Forni

Forcella Val di Brica e il suo pinnacolo

Forcella Val di Brica e il suo pinnacolo

Ricovero Casone Canpuros

Ricovero Casone Canpuros

Val Monfalcon di Forni

Val Monfalcon di Forni

La casera è vicina

La casera è vicina

Giunti alla casera ci rifocilliamo con un piattone di pasta e una birra e a seguire una pennichella sulla soffice erbetta fuori dalla struttura. Salutato il gestore, il simpatico e bravo Denis, riprendiamo il cammino verso Ovest lungo un tratto del Truoi dai Sclops.

Interno della casera

Interno della casera

Dopo la sosta si riprende il trekking

Dopo la sosta si riprende il trekking

Sentiero CAI 361

Sentiero CAI 361

Per un attimo si apre completamente alla nostra vista la val Cimoliana e il colpo d’occhio è notevole. Sempre con molta tranquillità e senza fretta risaliamo fra i mughi fino a forcella Urtisiel. Le cime dallo stesso nome che chiudono questo valico hanno delle forme bellissime formate dalla roccia decisamente poco solida.

Casera Val Binon

Casera Val Binon

Val Cimoliana in tutta la sua grandezza

Val Cimoliana in tutta la sua grandezza

Val Menon

Val Menon

Verso forcella Urtisel

Verso forcella Urtisel

Capelli di Fata

Capelli di Fata

Profumatissimi Garofanini

Profumatissimi Garofanini

Panorama verso Nord da forcella Urtisel

Panorama verso Nord da forcella Urtisel

In forcella

In forcella

La forcella da una sua spalla

La forcella da una sua spalla

Incredibili formazioni rocciose delle cime Urtisel

Incredibili formazioni rocciose delle cime Urtisel

Ora non ci resta che discesa. Il sentiero CAI 361 non è particolarmente difficile ma è decisamente lungo; in compenso i panorami verso il Cridola passando per i Pecoli e la torre di Forni sono qualcosa che difficilmente fanno distogliere lo sguardo.

Fantistico panorama verso il gruppo del Cridola

Fantistico panorama verso il gruppo del Cridola

Torre di Forni

Torre di Forni

Meravigliosa forcella dei Pecoli

Meravigliosa forcella dei Pecoli

Nell’ultimo tratto prima d’arrivare al rifugio Giaf, Valentina nota immediatamente dei mirtilli (credo che abbia un sonar nascosto per cercarli) e si lascia andare alla merenda pomeridiana con conseguente colorazione della lingua e tante risate.

Ultimo bivio

Ultimo bivio

Mangiatrice di mirtilli

Mangiatrice di mirtilli

Mirtillo-dipendente

Mirtillo-dipendente

Infine eccoci alla conclusione della prima giornata. Al rifugio passiamo dalla fase iper attiva a quella simil bradipo, riposando, mangiando e infine dormendo. Meglio così perché domani ci aspetta un’altra lunga giornata.

Rifugio Giaf

Rifugio Giaf

Il sole bacia forcella dei Pecoli

Il sole bacia forcella dei Pecoli

Il capo del rifugio

Il capo del rifugio

Fuori dal rifugio

Fuori dal rifugio

Mappa del primo giorno

Mappa del primo giorno

Continua…

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2 risposte a “Due giorni per cinque forcelle (1/2)

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