Due giorni per cinque forcelle (2/2)

Ritorna al primo giorno

Secondo giorno. Ci svegliamo abbastanza riposati al rifugio Giaf e a quel che si mormora con i quattro compagni di stanza (oltre alla mia compagna) sono io che come al solito ho “tagliato un po’ di legna”. Strano, perché non mi sono accorto di nulla! Comunque, dopo un’abbondante colazione, veloci paghiamo e partiamo per il nostro giro.

Si riparte con lo stesso panorama della sera prima

Si riparte con lo stesso panorama della sera prima

Rifugio Giaf

Rifugio Giaf

Andiamo via con un solo zaino visto che ripasseremo per il rifugio, così da essere più leggeri.Le tabelle dietro alla struttura ci indicano subito che strada prendere e così siamo immediatamente lungo il sentiero CAI 346 che sale verso forcella Scodavacca.

Inizio del sentiero

Inizio del sentiero

Le varie torri a Est del Cridola

Le varie torri a Est del Cridola

Il sentiero è molto bello e ben battuto, ma essendo stati molto veloci e capendo che la pigrizia regnava negli altri escursionisti al rifugio, saliamo completamente soli senza nessuno che ci preceda o che ci segua nella breve distanza.

Sentiero CAI 346

Sentiero CAI 346

Sentiero CAI 346

Sentiero CAI 346

Torre di Forni

Torre di Forni

Anche oggi ci godiamo a pieno di questi luoghi procedendo con passo lento ma costante. Dopo un tratto di bosco misto ci ritroviamo in mezzo a dei bellissimi larici e subito oltre incontriamo la fascia di mughi. Alla nostra destra spiccano per grandezza e grazia la Torre Spinotti davanti al Castello.

In mezzo ai larici

In mezzo ai larici

Margheritone

Margheritone

Torre Molinaro, Torre Spinotti, cima dei Camosci e, a sinistra, le pareti del monte Castello

Torre Molinaro, Torre Spinotti, cima dei Camosci e, a sinistra, le pareti del monte Castello

Verso forcella de Las Busas

Verso forcella de Las Busas

Ciclamini selvatici

Ciclamini selvatici

Alla fine dei mughi inizia la pietraia. Fine del verde e inizio del calcare. Spicca ardita la Torre Berti che incredibilmente ruba la scena all’imponente cima Giaf. Siamo quasi alla prima forcella di oggi ma facciamo fatica a proseguire perché continuiamo a fermarci per alzare la testa.

Sguardo a Sud

Sguardo a Sud

Verso forcella Scodavacca

Verso forcella Scodavacca

Valentina che risale verso la forcella

Valentina che risale verso la forcella

Torre Gabriella e Torre Spinotti

Torre Gabriella e Torre Spinotti

In realtà alle volte la abbassiamo per il forte profumo di folti gruppi di Garofanini che anche qui crescono in massa su piccoli spiazzi verdi. Poi arrivati in forcella uno sguardo verso la val Pra di Toro mentre ci riposiamo qualche istante felici.

Garofanini

Garofanini

Garofanini

Garofanini

Forcella Scodavacca

Forcella Scodavacca

Autoscatto a forcella Scodavacca

04 agosto 2016, autoscatto a forcella Scodavacca

Le ghiaie iniziali che portano alla Tacca del Cridola

Le ghiaie iniziali che portano alla Tacca del Cridola

Qui arriva il bello. Lungo le scomposte ghiaie e per traccia saliamo, ora si faticosamente, verso la Tacca del Cridola. Qualche punto in cui i detriti non aiutano per nulla, un paio dove appoggiamo anche le mani, ma più si sale e più l’ambiente diventa superbo con le sue piccole guglie che ora affiorano da un lato e ora dall’altro.

Salendo faticosamente verso la Tacca

Salendo faticosamente verso la Tacca

Magnifica Torre Berti

Magnifica Torre Berti

Uno dei classici pinnacoli di questa zona

Uno dei classici pinnacoli di questa zona

Qualche passaggio dove appoggiare le mani

Qualche passaggio dove appoggiare le mani

Raponzolo di Sieber

Raponzolo di Sieber

Prove d'equilibrio

Prove d’equilibrio

Guglie e pinnacoli si ergono sulla parete Sud del Cridola

Guglie e pinnacoli si ergono sulla parete Sud del Cridola

Parete del Cridola

Parete del Cridola

Dopo una mezzoretta eccoci finalmente sulla forcella. La cima Est del Cridola si eleva sopra di noi. La torre della Finestra fa capire perfettamente la derivazione del suo nome. Spostandoci un po’ scorgiamo bene anche il Pitacco e sopra la torre che guardavamo prima la sua sorella più alta Bellavista. Poi ancora le pareti di cima Giaf. Che dire: bucolico!

Sulla Tacca del Cridola, punto più alta di questi due giorni, ovvero quota 2290 metri slm

Sulla Tacca del Cridola, punto più alta di questi due giorni, ovvero quota 2290 metri slm

Vista verso Nord dalla Tacca

Vista verso Nord dalla Tacca

Torre della Finestra e Torre Bellavista

Torre della Finestra e Torre Bellavista

Ancora un pupo

Ancora un pupo

Ci aspetta la parte più impegnativa della giornata, ovvero la discesa dalla Tacca del Cridola verso Nord. Il sentiero dopo pochi metri svanisce nel nulla mentre i bolli bianco/rossi del CAI restano sulle pareti di destra. Si opta per tirare dritto verso il fondo del ghiaione senza diventare matti a seguire le pareti con fondo infimo. Scegliendo i punti giusti scendiamo anche agevolmente per la gioia dei produttori di scarponi fino a quando, a quota 1950 metri slm, ecco sulla destra nuovamente il sentiero.

Si scende su ghiaie, il sentiero non esiste più

Si scende su ghiaie, il sentiero non esiste più

Le ghiaie di discesa e la cima di Pitacco

Le ghiaie di discesa e la cima di Pitacco

Papavero Giallo

Papavero Giallo

Scorcio calcareo sotto il Campanile Irma

Scorcio calcareo sotto il Campanile Irma

Verso il bivacco Vaccari, le creste del Tor

Verso il bivacco Vaccari, le creste del Tor

Risaliamo prima su roccia solida e poi per verdi un centinaio di metri e poi eccoci al bivacco Vaccari. Posto su una piana verde come il Perugini, manca solo il Campanile di Val Montanaia perché sembri messo nello stesso posto. Beh… quasi! La valle qui è sicuramente più stretta, ma a guglie non ha nulla da invidiare alla cugina poco distante.

Imessi nel sentiero CAI 340 verso il bivacco

Imessi nel sentiero CAI 340 verso il bivacco

Bivacco Vaccari

Bivacco Vaccari

Bivacco Vaccari

Bivacco Vaccari

Bivacco Vaccari e il Castello

Bivacco Vaccari e il Castello

Ci fermiamo e scopriamo un po’ di confusione e sporcizia nel bivacco. Rimettiamo un minimo a posto, puliamo e ci sobbarchiamo l’immondizia degli incivili. Poi ci dedichiamo al nostro pranzo a base di frutta secca e cioccolato, mentre dalla porta della scatola rossa guardiamo il bel film scritto, diretto e interpretato dal Montanel, il monte Agudo e la cima di Sacceido.

Da dentro il bivacco

Da dentro il bivacco

Lasciamo il segno

Lasciamo il segno

Targa dedicata al grande Kugy

Targa dedicata al grande Kugy

Finita la pausa riprendiamo il cammino. Ora per rocce mal messe puntiamo alla Forca del Cridola, nuovamente con il naso all’insù soprattutto per il Tor e per il fungo dolomitico che fa buona guardia alla forcella che stiamo per raggiungere.

Forca del Cridola e a sinistra Punta Savorgnana

Forca del Cridola e a sinistra Punta Savorgnana

Risalendo faticosamente la Cuna

Risalendo faticosamente la Cuna

Castello e Cridola dalla Forca

Castello e Cridola dalla Forca

Alla porta fra le valli bella si apre la valle dove scorre il Tagliamento. Le pareti del Tor anche su questo versante sono piene di punte aguzze mentre il Coston del Boschet alla nostra destra sembra quasi una dorsale inusuale per il posto. Salutiamo la Cuna e cominciamo la discesa. Il sentiero è buono fino a un castelletto roccioso, poi rocce friabili e ghiaino fino che abbinati alla pendenza impongono attenzione, ma giunti alla biforcazione con il 348 tutto si trasforma in semplice camminata. Fin qui zero persone incontrate!!!

Pareti sud Est del Tor

Pareti sud Est del Tor

Castelletto naturale

Castelletto naturale

Meravigliosa valle del Tagliamento

Meravigliosa valle del Tagliamento

Formazioni rocciose

Formazioni rocciose

Raponzolo di Roccia

Raponzolo di Roccia

Brevi pause per ammirare questo spettacolo

Brevi pause per ammirare questo spettacolo

Castelletto

Castelletto

Scendendo l'ultimo tratto delicato

Scendendo l’ultimo tratto delicato

Guglie magnifiche

Guglie magnifiche

La nostra seconda giornata continua lungo il sentiero CAI 340, facile e dolce ora, che ci fa girare attorno al Coston del Boschet con vari saliscendi, ma ormai il più è fatto. Un po’ lungo comunque il rientro al rifugio Giaf dove recuperiamo lo zaino e infine, per il 346, scendiamo stanchi ma felicissimi all’auto.

Panorami magici oltre il Coston del Boschet

Panorami magici oltre il Coston del Boschet

Monte Tor

Monte Tor

Raponzoli di Roccia

Raponzoli di Roccia

Aggirando il Coston del Boschet

Aggirando il Coston del Boschet

Ritorno nel bosco

Ritorno nel bosco

Monte Boschet

Monte Boschet

Si scende verso il rifugio

Si scende verso il rifugio

Ogni tanto si taglia qualche tratto

Ogni tanto si taglia qualche tratto

La chiesetta sotto il rifugio Giaf

La chiesetta sotto il rifugio Giaf

Ultimo tratto

Ultimo tratto

Ci si rinfresca prima di rientrare

Ci si rinfresca prima di rientrare

Due giorni SUPER!!! Un “bravissima” a Valentina che ha camminato come un treno senza allenamento facendo oltre 2400 metri di dislivello in due giorni, e non su sentieri agevoli. In più senza mai lamentarsi, anzi! Un breve trekking che passa cinque forcelle e che, come noi, potreste rischiare di non incontrare nessuno per due giorni se non su brevissimi tratti. Consigliatissimo!

Mappa del secondo giorno

Mappa del secondo giorno

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3 risposte a “Due giorni per cinque forcelle (2/2)

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