Belvedere degli Spiz, giornata da ricordare!

Sempre in vacanza con Valentina e le bimbe, si decide per andare al Belvedere sopra al rifugio Sora ‘l Sass, ma passando per la ferrata iniziale così da far provare alle due piccole montanare la loro prima volta lungo un tratto attrezzato in montagna.

Pelmo, il più ammirato

Pelmo, il più ammirato

Partiamo prestino la mattina lasciando la macchina nel parcheggio nella val Pramper a quota 1125 metri slm circa e cominciamo la salita. Dopo poco abbandoniamo l’asfalto grazie a un ponte di legno e proseguiamo lungo il sentiero CAI 534 nelle ombre ancora allungate delle cime degli Spiz.

Inizio lungo la strada nella Val Pramper

Inizio lungo la strada nella Val Pramper

Ponte di legno, inizio del sentiero

Ponte di legno, inizio del sentiero

Siamo sull’imbuto di una valle che pian piano si chiude fra le pareti della Pala del Lares Bassa e uno spallone dello Spiz di Mezzodì che s’allunga a dismisura verso Ovest. Il Pelmo distante è senza il suo cappello, ma una velatura non fa sperare alla lunga chissà che meteo. Dietro invece il gruppo del Tamer – San Sebastiano si eleva magnifico.

Tabella del 534

Tabella del 534

Pelmo

Pelmo

Moiazza Civetta

Moiazza Civetta

Dopo una breve risalita in un canale dalle rocce scomposte e puntinato di viola da splendide campanule, ecco il cavo. Ci prepariamo e siamo pronti per questa breve ferrata. Con me anche una corda da 30 metri (che resterà nello zaino) e un po’ di ferraglia portati in caso di necessità, ma alla fine le due briscole sono quelle che si divertono di più, alla faccia delle preoccupazioni di Valentina!

L'imbuto si restringe

L’imbuto si restringe

Bellissime campanule

Bellissime campanule

Inizio della ferrata

Inizio della ferrata

Lungo la ferrata

Lungo la ferrata

Finito il tratto attrezzato ancora un po’ di sentiero nel bosco per arrivare al bel rifugio dove però ci fermiamo solo per lasciare uno zaino, bere un ottimo succo di sambuco e poi proseguire. Manca ancora metà strada per il Belvedere.

Verso il rifugio, ancora Pelmo

Verso il rifugio, ancora Pelmo

Rifugio Sora 'l Sass

Rifugio Sora ‘l Sass

Saliamo ora il bellissimo sentiero CAI 532 e al primo bivio giriamo a destra. Arriviamo così sotto le pareti dello Spiz Nord Est che sale verso il cielo con una roccia incredibile. Dietro di noi ancora il Pelmo e le cime che nascondono il passo Duran, oltre alla Val di Zoldo con Moiazza e un po’ di Civetta.

Sentiero CAI 532

Sentiero CAI 532

Salendo verso le pareti dello Spiz Nord Est

Salendo verso le pareti dello Spiz Nord Est

Pareti dello Spiz Nord Est

Pareti dello Spiz Nord Est

Pelmo e Antelao

Pelmo e Antelao

Risalendo le ghiaie

Risalendo le ghiaie

Le donne arrancano ma non mollano

Le donne arrancano ma non mollano

Giunti al Giaròn le tabelle ci indicano la via e così poco oltre eccoci a delle altre attrezzature. Un piccolo salto verticale iniziale e poi tutto molto semplice. Finito il cavo qualche cengia un po’ esposta ma facile e finalmente siamo sul Belvedere a quota 1964 metri slm!

Tabelle al Giròn

Tabelle al Giròn

Lì sotto il rifugio

Lì sotto il rifugio

Altro tratto attrezzato

Altro tratto attrezzato

Qualcuno si diverte tantissimo

Qualcuno si diverte tantissimo

Cengia dove fare un po' d'attenzione

Cengia dove fare un po’ d’attenzione

Cengia dove fare un po' d'attenzione

Cengia dove fare un po’ d’attenzione

Dalla cima è uno spettacolo. Ora si vedono benissimo anche le cime del Bosconero oltre ad avere sopra la testa le cime degli Spiz. Una panoramica e una foto di gruppo (grazie ai due signori incontrati per averla scattata) ed è ora di iniziare la discesa.

Sul Belvedere!

Sul Belvedere!

Panoramica

Panoramica

Lo Spiz Belvedere

Lo Spiz Belvedere

Scendiamo per il versante opposto dal quale siamo saliti. All’inizio il sentiero è un po’ insidioso per il ghiaino, ma i mughi fanno sembrare tutto semplice perché azzerano la possibilità di caduta sullo scosceso versante Nord. In compenso si perde quota molto velocemente e in un’oretta eccoci al rifugio.

Ora di rientrare

Ora di rientrare

Gruppo del Bosconero

Gruppo del Bosconero

Verso il rifugio

Verso il rifugio

Avevo già parlato di questo rifugio e come promesso al bravo gestore, Paolo, sono tornato. Questa volta ci fermiamo a mangiare e scopriamo che oltre la gentilezza e la conoscenza della zona, anche di vie alpinistiche, qui vengono serviti piatti eccezionali. Si mangia veramente bene e per dirla tutta abbiamo assaggiato: canederli, tagliatelle al cervo, formaggio cotto, pastin, polenta e funghi. Tutto fatto in casa, anche la polenta, e infatti i piatti sono tornati in cucina pulitissimi. Rifugio e cibo da dieci e lode!

Ora si che ci si ferma

Ora si che ci si ferma

Meglio che al ristorante (e se Alice ha mangiato tutto è solo da crederci)

Meglio che al ristorante (e se Alice ha mangiato tutto è solo da crederci)

Ma dobbiamo scendere e quindi riprendiamo a camminare. Ora la via di rientro è la stessa di quella di salita, quindi si rifà la ferrata anche al contrario. Un po’ velocemente in realtà, perché le nuvole incombono sopra di noi, ma non ci lasciamo andare in corse assurde e ci gustiamo ogni metro fino alla macchina, anche se gli ultimi passi li passiamo sotto la pioggia.

Si riprende a scendere

Si riprende a scendere

Pala di Lares Bassa

Pala di Lares Bassa

Ferrata, ma in discesa

Ferrata, ma in discesa

Arriva la pioggia

Arriva la pioggia

Stupenda giornata in un luogo in cui non ero mai stato e che Valentina ha voluto portarmi. In più la prima ferrata di Irene e Alice che si sono divertite un sacco! Ora il “problema” è che hanno già chiesto di farne un’altra…

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