La sconosciuta cima Livia

Dopo il bel giro sul sentiero alpinistico “Micheluz”, eccomi nuovamente con Michele in mezzo ai monti per cercare di salire una cima poco frequentata nelle belle Dolomiti. Questa volta con noi c’è anche Martina, che ha voglia di una bella gitarella, e quindi l’uscita vedrà un bel percorso panoramico scelto non casualmente: salita per il viaz dei Cengioni, ascesa alla semi sconosciuta cima Livia e discesa per il Van de Caleda.

San Sebastiano

San Sebastiano dal passo Duran

Partiamo quindi dal passo Duran di buon’ora, con il Cimon dei Zoldani baciato dal sole mentre noi siamo belli freschi all’ombra delle pareti che ci circondano, e dopo un breve tratto d’asfalto entriamo nel sentiero CAI 536 che inizialmente ci fa perdere circa una cinquantina di metri di dislivello ma che subito dopo ci fa recuperare.

Cimon dei Zoldani

Cimon dei Zoldani

Sentiero CAI 536

Sentiero CAI 536

Al bivio che incontriamo nessun dubbio, dobbiamo svoltare a destra. Da qui il sentiero sale decisamente più ripido, prima sempre nelbel bosco e poi fra i mughi. Le verticali sopra di noi delle cime dei Gravinai sembrano quasi schiacciarci mentre dietro la Moiazza fa vedere il meglio di se. Un paio di risalti, uno sicuramente di primo grado abbondante, ci fanno usare anche le mani ma fin qui nulla d’esposto.

Svolta a destra

Svolta a destra

Verso il viaz

Verso il viaz

Moiazza

Moiazza

Un po' ghiaie, un po' roccia, un po' mugo

Un po’ ghiaie, un po’ roccia, un po’ mugo

Le pareti delle cime dei Gravinai

Le pareti delle cime dei Gravinai

Brevi passaggi

Brevi passaggi

Splendide campanelle

Splendide campanelle

Dopo un’oretta ci concediamo una pausa ammirando il Pelmo. Poi riprendiamo la marcia su un’ampia bancata ghiaiosa, preludio del viaz, mentre il percorso sale ora dolce e non ci fa più faticare. Dopo poco ecco l’inizio della grande cengia e qui ci mettiamo il casco.

Pelmo

Pelmo

Quasi all'inizio del viaz

Quasi all’inizio del viaz

Un passo sul primo grado per essere depositati sulla cengia

Un passo sul primo grado per essere depositati sulla cengia

Lungo il viaz dei Cengioni

Lungo il viaz dei Cengioni

Il viaz dei Cengioni è un percorso spettacolare! Mai difficile, esposto in due punti dove bisogna avere la massima attenzione, ci conduce da Nord a Sud sotto le rocce del San Sebastiano con un magnifico percorso altamente dolomitico. Una gioia per gli occhi.

Gruppo della Moiazza

Gruppo della Moiazza

Viaz dei Cengioni

Viaz dei Cengioni

Scorcio lungo il viaz

Scorcio lungo il viaz

Martina e Michele lungo il viaz

Martina e Michele lungo il viaz

Facile ma da prestare attenzione in un ambiente favoloso

Facile ma da prestare attenzione in un ambiente favoloso

La cengia ci fa entrare ed uscire da alcuni canali

La cengia ci fa entrare ed uscire da alcuni canali

Martina e Michele

Martina e Michele

Panorami fantastici lungo il viaz dei Cengioni

Panorami fantastici lungo il viaz dei Cengioni

Cima Livia dal viaz

Cima Livia dal viaz

Brevi passaggi lungo il viaz dei Cengioni

Brevi passaggi lungo il viaz dei Cengioni

In un altro canale sempre lungo il viaz

In un altro canale sempre lungo il viaz

La cengia

La cengia

Forme dolomitiche

Forme dolomitiche

Cima del Costone

Cima del Costone

Ultimo tratto del viaz

Ultimo tratto del viaz

Tratto da scendere arrampicando e che conclude il viaz dei Cengioni

Tratto da scendere arrampicando e che conclude il viaz dei Cengioni

Arrivati al Van de Caleda l’ultimo tratto del viaz ci fa tirar fuori la corda per assicurare Martina che non è molto pratica di questi itinerari (qui il cavo in acciaio delle ferrate non c’è) anche se sull’ultimo risalto qualche piolo aiuta e non poco. Poi saliamo ancora un po’ fino a un terrazzo erboso dove ci fermiamo per una seconda breve sosta e per leggere la relazione di salita alla cima odierna.

Camosci controllano dall'alto

Camosci controllano dall’alto

Cresta Sud di San Sebastiano

Cresta Sud di San Sebastiano

Stelle Alpine

Stelle Alpine

Camosci

Camosci

Breve controllo della relazione

Breve controllo della relazione

Continuaiamo sul sentiero che porterebbe alla cima del San Sebastiano ma dopo un centinaio di metri lo abbandoniamo per risalire l’evidente canale che sta alla nostra sinistra. Troviamo pure un paio d’ometti che ci fanno capire che siamo nella giusta direzione. Ci teniamo inizialmente sotto le pareti di destra dove l’erba compatta un po’ le ghiaie e poi, dove il canale si restringe, saliamo a piacimento dove il percorso ci sembra migliore.

Il canalone da risalire

Il canalone da risalire

Inizio del canale, ci teniamo a destra

Inizio del canale, ci teniamo a destra

Con qualche semplice passaggio dal I al II grado, in base a dove si vuole salire, e stando molto attenti alle ghiaie e soprattutto alla roccia poco salda, giungiamo a una selletta che sull’altro versante fa un salto verso il viaz dei Cengioni. Martina non se la sente di proseguire oltre benché la cima sia lì a pochi metri. Non insistiamo.

Brevi passaggi fra il primo e il secondo grado, dipende da dove si vuole salire (e poi scendere)

Brevi passaggi fra il primo e il secondo grado, dipende da dove si vuole salire (e poi scendere)

Sulla bancata ghiaiosa terminale

Sulla bancata ghiaiosa terminale

Saliamo una breve placca appoggiata di primo grado superiore, pericolosa solamente per la roccia molto friabile, e poi per ghiaie eccoci sulla cima. Dal libretto siamo i secondi dell’anno mentre nel 2015 non era stata salita da nessuno! Incredibile. Qualche foto e decidiamo di scendere in fretta e furia perché le nuvole minacciano brutto tempo.

San Sebastiano

San Sebastiano

Le nuvole minacciano pioggia

Le nuvole minacciano pioggia

Autoscatto su Cima Livia, 2366 metri slm

Autoscatto su Cima Livia, 2366 metri slm

Tornati alla forcelletta (c’è pure una sosta di calata perfetta per corda da 30 metri) riprendiamo il canale in discesa e cercando di muoverci in maniera pulita per non muovere sassi ma allo stesso tempo d’essere relativamente svelti. Usciti dal canale qualche goccia di pioggia che in breve si trasforma in grandine e poi in acquazzone.

La sosta per la calata

La sosta per la calata

Un bel passaggio di II grado scelto in discesa per la roccia buona

Un bel passaggio di II grado scelto in discesa per la roccia buona

Ultimo tratto scendendo dal canale

Ultimo tratto scendendo dal canale

Fortunatamente i grossi massi nel cadino nascondono molti ripari e così possiamo attendere che spiova stando all’asciutto mentre dalle pareti scendono tumultuose cascatelle. Giusto in tempo!

Le pareti scaricano molta acqua ma per fortuna siamo fuori da ogni pericolo

Le pareti scaricano molta acqua ma per fortuna siamo fuori da ogni pericolo

Riparati

Riparati

Salamandra

Salamandra

Salamandra

Salamandra

Potentilla Rosea

Potentilla Rosea

Ritornato un mezzo sole riprendiamo la discesa nel Van de Caleda e poi precisamente lungo il sentiero CAI 524. Giunti sotto al Sasso di Caleda, una splendida torre, ecco nuovamente la pioggia; ormai siamo fuori dai pericoli quindi la cosa non ci pesa più di tanto.

Il canale di salita e, a sinistra, cima Livia

Il canale di salita e, a sinistra, cima Livia

Tamer

Tamer

Sentiero CAI 524

Sentiero CAI 524

Sasso di Caleda

Sasso di Caleda

L’ultima ora la passiamo sotto a una pioggerellina fine, mentre dai sassi al bosco, passando per i mughi, raggiungiamo il rifugio Duran dove entriamo per una grossa birrozza e un ottimo panino. Dentro al rifugio poi abbiamo il piacere di stare al tavolo con il mito dell’alpinismo Soro che con qualche aneddoto ci tiene compagnia per una buona mezzora e per completare al meglio questa giornata.

Direzione Duran

Direzione Duran

Sentiero CAI 524

Sentiero CAI 524

Breve tratto attrezzato

Breve tratto attrezzato

Lamponi: si mangia!

Lamponi: si mangia!

Mio fratello

Mio fratello

Con il mitico Soro Dorotei

Con il mitico Soro Dorotei

Giornata meravigliosa nonostante il meteo. Cima di soddisfazione e incredibilmente poco frequentata. Il viaz dei Cengioni che regala sempre un percorso magnifico. Soro con noi al tavolo a bere una birra. Insomma, solo una cosa da aggiungere: TOP!

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