Nepal: turismo sotto falso nome?

Ecco qui una parte dell’articolo uscito sull’Himalayan Times dove Reinhold Messner parla dello stravolgimento da alpinismo a turismo riguardante la salita sulle principali cime in Nepal. Il famoso alpinista si trova in accordo sul fare spedizioni ma vorrebbe che ci fosse una netta distinzione fra salite assistite (dove sono gli Sherpa a fare il grosso del lavoro) e salite in stile alpino. Quest’ultime, se rapportate alle altre, sono in netto calo, dando l’impressione che la salita sia ormai un traguardo per il curriculum o per il fregiarsi, spesso a scopo di lucro, di una cima; insomma dare un significato e un valore, anche sulla carta, diverso sul come si raggiunge una vetta. Ma lascio a voi la lettura…

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KATHMANDU : Il leggendario alpinista italiano Reinhold Messner ha detto in un’intervista che gli sherpa nepalesi sono in grado di facilitare l’alpinismo tradizionale sulle cime delle montagne nel mondo. Nulla di nuovo.
Messner, che ha dedicato oltre trent’anni della sua attività nel verticale per promuovere l’alpinismo tradizionale, ha però sottolineato che gli sherpa si sobbarcano durante le spedizioni commerciali-turistiche tutti i problemi che si incontrano in montagna al fine di facilitarne ai membri di queste la salita per la riuscita della stessa.
Inoltre quello che uno dei più grandi alpinisti del mondo di tutti i tempi ha anche espresso, è il suo pensiero dove l’arte dell’alpinismo tradizionale dev’essere conservato e promosso come un’avventura da vivere a stretto contatto con la natura.
Si ricorda che Messner è stato il primo alpinista a raggiungere la vetta del monte Everest senza supporto di ossigeno e anche la prima persona a scalare tutte le 14 vette più alte del mondo sopra gli 8,000 metri.  

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Turismo vs. alpinismo tradizionale 

“Il turismo e l’alpinismo tradizionale sono due cose diverse in Nepal, una terra dalle migliaia di vette” ha detto il settantaduenne.
Parlando del cambiamento nel settore dell’alpinismo, il veterano ha osservato che l’alpinismo tradizionale e il turismo sono stati due fattori che hanno creato una divisione enorme nel club alpino. “La tendenza attuale dell’alpinismo con spedizioni commerciali è praticamente simile al’arrampicata indoor mentre l’alpinismo tradizionale è come la vecchia arrampicata classica, vivendo a diretto contatto con la natura nella sua purezza limitando l’uso di strumenti artificiali”.
“Se si è da soli e si vuole essere esposti in qualche luogo ad alta quota e vivere l’alta montagna senza ossigeno, senza nessun aiuto esterno e/o nessuna comunicazione, ecco che il Nepal con i suoi migliaia di picchi può regalare quest’esperienza godendo della vera arrampicata, del vero alpinismo”.

Dicendo poi che almeno il 90% dei giovani va sulle grandi montagne per “un’arrampicata indoor”, senza quindi essere realmente in montagna, Messner ha detto che comunque non è contro il turismo per l’attività in queste aree perché porta un grande afflusso monetario che se no non ci sarebbe.
“Ho scalato il monte Everest come Sir Edmund Hillary. Ma ora le persone stanno scalando le montagne in modo diverso”, ha detto sorridendo, continuando che l’attuale tendenza in montagna è il fare un “turismo come attività per fare affari” e non più un alpinismo tradizionale.
“Una volta avevo proposto una rigida regolamentazione per garantire un solo permesso di spedizione su una montagna in una stagione; ma il mio suggerimento è stato respinto dicendo che non sarebbe un bene per il turismo e l’economia del paese “, ha raccontato.

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Colpa del turismo che vuole “tutto e subito”?

Commentando una recente “frode” in merito a una richiesta di certificazione, senza conferme sulla cima raggiunta ne dei vari punti di passaggio per la salita a Manaslu, il famoso alpinista ha detto che tutto ciò è causa di una priorità turistica (ed economica) che va oltre l’alpinismo.
“Ma il turismo è un bene per il Nepal e il paese ha bisogno di turisti più che mai!” ha comunque difeso.

Le parti interessate – autorità governative, gli organizzatori delle spedizioni, operatori e imprenditori turistici – devono capire la differenza tra il turismo e l’alpinisimo, regolando quest’ultimo settore del paese. “Spetta a loro come gestire le spedizioni commerciali e le attività alpine.”

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Valorizzazione degli sherpa

Gli Sherpa mettono ordine in tutto, fanno trovare qualsiasi cosa pronta dal campo base alla vetta per le persone che vogliono raggiungere la cima, aggiungendo che questo è turismo e non alpinismo ma anche che lui non è contro queste modalità di salite.

Messner ha anche espresso la sua felicità per gli operatori locali e per la loro competenza. “Ora, non c’è bisogno di alcuna società americana o inglese per gestire spedizione in Nepal, come avveniva in passato. Gli operatori locali sono ben disposti a offrire gli stessi servizi e in maniera eccellente.”

“Durante le nostre imprese avevamo guidato gli sherpa in cima alla vetta. Ora sono loro che conducono gli occidentali e gli scalatori provenienti da altre nazioni fino sulle vette, facendosi gravare direttamente e risolvendo tutti i problemi che la spedizione incontra”, ha raccontato. “Apprezzando la comunità Shepra per il loro coraggio e la loro dedizione, sono ora questi i veri scalatori” ha aggiunto, “e quindi chi arriva e si mette completamente nelle loro mani fa del turismo e non dell’alpinismo”.

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