Da Fortogna a casera Bècola

E’ mattino presto, molto presto. Ha appena smesso di piovviginare e come una lumachina me ne sono uscito (nel mio caso dal bar lì vicino) per portarmi fino al parcheggio che sta poco sotto al cimitero delle vittime del Vajont. Le luci dei lampioni e del grande stabile a ricordo dell’immane tragedia sono ancora accese, mentre le spesse nuvole non ne vogliono sapere di far filtrare un po’ più di luce. Sembra quasi la fine di un tramonto uggioso.

Inizio uggioso

Inizio uggioso

Entrata del cimitero delle vittime del Vajont

Entrata del cimitero delle vittime del Vajont

Con la mappa in mano cerco il sentiero CAI 571 e arrivato in prossimità di un grosso capitello alla fine di Fortogna (Longarone), ecco la tabella che ne indica l’inizio. E’ veramente buio ed i nuvoloni si fanno ancor più scuri. Mi chiedo se ho fatto un salto temporale in avanti così da attendermi l’arrivo della notte. Inizio la salita, da subito non morbida.

Alla ricerca del sentiero

Alla ricerca del sentiero

Inizio del sentiero CAI 571

Inizio del sentiero CAI 571

Sentiero CAI 571

Sentiero CAI 571

Salgo con svolte decise e di colpo, dopo un cartello che sa più di avviso stradale, ecco la parte alta di una centrale idroelettrica dell’ENEL. Non mi fermo e proseguo mentre il sentiero mi da un attimo di respiro diminuendo l’inclinazione.

Spiz Galina

Spiz Galina

Attenzione!

Attenzione!

Parte alta della centrale ENEL

Parte alta della centrale ENEL

I muretti a secco si susseguono lungo la parte alta della dorsale, mentre il bosco cambia continuamente fra faggi e qualche fascia di abeti. Poi dei ruderi di una vecchia casera, o ricovero, ma senza fermarmi salgo.

Uno dei muretti a secco

Uno dei muretti a secco

Il bosco muta spesso

Il bosco muta spesso

A metà salita

A metà salita

Il sole si fa spazio, ma lentamente

Il sole si fa spazio, ma lentamente

Qualche spiazzo mi apre la vista sula valle del Piave e verso la pianura il cattivo tempo sembra creare un muro. In compenso oltre il Borgà il sole illumina le Marmarole imbiancate dalla timida nevicata dei giorni precedenti.

Verso pianura

Verso pianura

Marmarole al sole

Marmarole al sole

Di colpo ecco la mia meta che si staglia sopra a un aperto pianoro. Devo tagliare ora sul versante Nord del monte Becola, prestando un po’ di attenzione in qualche tratto viste le foglie, i miei scarponi finiti e qualche tratto esposto in parte franato.

Ultimo tratto di bosco

Ultimo tratto di bosco

La casera

La casera

Arrivato alla casera mi si apre un bellissimo panorama verso la Pale de la Stanga e, sbucando imbiancate, la Schiara e il Pelf mentre il Borgà prova a nascondere i Preti. Veramente un panorama fantastico. Mi fermo un bel po’ ad ammirare tale bellezza e poi mi siedo su una delle panche che stanno di fronte alla struttura con lo sguardo perso su questo luogo magnifico.

Schiara

Schiara

Casera Bècola

Casera Bècola

Il Cristo della casera in controluce

Il Cristo della casera in controluce

Freddo

Freddo

Casera Bècola

Casera Bècola

E’ ora di rientrare e il sole comincia a fare capolino scaldandomi un po’. Comincio la discesa e dopo il tratto “brutto” inizio a perdere quota molto velocemente.

Rientrando, breve tratto di cavo dove il sentiero tende a franare

Rientrando, breve tratto di cavo dove il sentiero tende a franare

Borgà e Preti

Borgà e Preti

Lo Spiz Galina, il Toc ed il Dolada sembrano fondersi con i nuvoloni ora ancor più accentuati dal sole, uno spettacolo incredibile.

Giochi fra il Dolada e le nubi

Giochi fra il Dolada e le nubi

Rinascono i colori

Rinascono i colori

Poi nella discesa sembrano riapparire i colori caldi delle ultime foglie che ancora devono cadere o dei larici che sono ora colorati con l’oro.

Fra gli alberi i ruderi di una casera

Fra gli alberi i ruderi di una casera

Ultimi funghi

Ultimi funghi

Verso Fortogna

Verso Fortogna

Larice dorato

Larice dorato

Il sole fra gli alberi

Il sole fra gli alberi

Rosso sulle foglie

Rosso sulle foglie

Non sono nemmeno le 11. Una visita al cimitero, immerso nel silenzio e nella solitudine, mi sembra quasi d’obbligo. Poi eccomi in macchina pronto a buttarmi nel mezzo di quello che sembra brutto tempo.

Nuovamente alla centrale ENEL

Nuovamente alla centrale ENEL

Cimitero delle vittime del Vajont

Cimitero delle vittime del Vajont

Una giornata strana, con una bella solitaria salita da un migliaio di metri, fra sole e nuvole che hanno reso tutto più particolare e forse ancor più bello. Una zona tanto vicina quanto poco conosciuta. Dopo tre settimane di pausa direi un’ottima ripartenza.

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2 risposte a “Da Fortogna a casera Bècola

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