Il breve “Troi dei Crep” e poi la salita fino alla dorsale delle montagne polcenighesi

Nuovamente lungo il 982 partendo da Coltura, ma questa volta arrivato al primo tornante che porta a Mezzomonte invece di salire… scendo! Scendo perché voglio raggiungere le case di Coltura e per vedere da dove parte esattamente questo sentiero, ora maggiormente usato da chi va in bicicletta piuttosto che da chi cammina.

Si inizia

Il tragitto è breve e sbuco dopo poco su una strada asfaltata. Ho capito dove sono, ottimo! Scendo ancora una cinquantina di metri e vedo un cartello che indica il Troi dei Crep. Ne avevo già notato uno la settimana scorsa poco più su e così decido per provare a salire da qui.

Scendendo verso Coltura

Arrivato alle case da qui si risale

Inizialmente sembra una strada bianca percorribile anche in auto, ma di lì a poco il percorso s’impenna improvvisamente e passati degli ulivi si restringe e si fa pieno di sassi malmessi. Subito oltre la salita diventa meno faticosa fino ad un bivio dove il Troi si divide in corto (1,3 Km) oppure lungo (la scritta indica cinque chilometri). Scelgo il corto.

Ecco il bivio, qui dalla strada bianca si gira a destra e si segue questo sentiero

Pungitopo

Deviato a destra la traccia in alcuni punti non è così evidente, soprattutto in un tratto dove scompare completamente. Tiro dritto fra piccoli alberelli che stanno divorando quelli che una volta erano pascoli e ritrovo il sentiero, questa volta ben marcato che credo sia il tragitto lungo che arriva da Ovest e va verso Est.

Dove la traccia sparisce

Invece di continuare in salita mi butto in discesa e, passata un’apertura fra dei rovi, ecco il primo crep, la prima rottura della montagna, una valletta che poco più su sparisce fra il groviglio naturale della foresta. E’ un saliscendi veloce e poi via a tagliare ancora a mezza costa lungo i verdi ingialliti per arrivare a una seconda piccola valle; e poi una terza.

Nel primo “crep”

In un’altra valletta

L’ultima l’esploro un po’, scendendo e salendo fra massi rivestiti di muschi e vecchi alberi ormai marci che rallentano l’andatura. Poi torno sui miei passi e quasi come per magia, senza rendermene conto, eccomi nuovamente sul sentiero che porta al Toriòn dove avevo visto la famosa tabella menzionata sopra.

L’umidità e l’ombra fanno da fonte primaria per il muschio

Nuovamente sul sentiero fatto la settimana prima

Salgo fino al Bar da Stale e anche qui mi perdo un po’ in giro. Ho un ricordo di una cena fatta quando ero ancora un bambino in questo luogo. Del buon Toni che cucinava. Dell’allegria della gente e della musica che ad alto volume trasformava a una certa ora il ristorante in balera. Ora è tutto in rovina. Che peccato.

La risina

Il Toriòn

Bar da Stale

Abbandono

Proseguo con il mio giro che da qui in poi è come quello la settimana prima. I ricordi lasciano spazio a una mente svuotata e rilassata, mentre il respiro va a sincrono con le gambe.

Sentiero CAI 982

Sentiero CAI 982

Elleboro Verde

Salgo veloce: La Lobia, fontana Buset e poi il Belvedere. Oggi niente casera o cima. Mi fermo a guardare un attimo le Alpi Giulie lì distanti. Quest’anno mi sembrano più distanti del solito, ma è solo una cosa che mi trascino dentro. La foschia invece mi nega il riflesso del sole nel mare, ma l’inverno me ne ha regalati molti e quindi non è una cosa che mi manca.

La Lobia

La Lobia

Vecchia scritta alla sorgente della fontana Buset

La vecchia fontana

Fontana Buset

Autoscatto al belvedere, 16 febbraio 2017

Vista verso valle

Alpi Giulie

Dopo una decina di minuti di contemplazione riprendo a muovermi in discesa. Al contrario: fontana Buset, La Lobia, Bar da Stale e infine ecco la macchina. Appena mi fermo sento le gambe un po’ stanche, ma niente di così terribile, anzi. Camminerei ancora. Poi quando controllo il dislivello fatto capisco il perché e sorrido.

La Lobia vista dall’alto

In discesa lungo il sentiero fatto in salita

La Lobia

Primule

Presso la sorgente che si trova fra il Bar da Stale e la Lobia

Quasi all’auto

Una piacevole giornata di sole, fra una nuova deviazione e vecchi ricordi. Un bel allenamento e la testa svuotata da tutto. Bella giornatina.

Vuoi la traccia GPS di questa escursione o maggiori informazioni a riguardo? Mandami una mail all’indirizzo ritornoao@gmail.com

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Una risposta a “Il breve “Troi dei Crep” e poi la salita fino alla dorsale delle montagne polcenighesi

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