Direttissima da borgo Maren al Monte Pizzoc

Dopo esser stato al rifugio dei Loff e aver scoperto questa zona montana poco distante da casa, torno sulle prealpi trevigiane, però proprio sopra a Vittorio Veneto, con l’intenzione di salire allo stondato Pizzoc. Sono con Marco per il nostro lunedì d’allenamento e ci portiamo così fino a poco oltre borgo Maren, un gruppetto di case adagiate sui pendii che sovrastano a Est il lago di Negrisiola. Siamo a quota 500 metri sul livello del mare e messi gli zaini partiamo di buona lena.

Ha inizio il giro

Seguiamo la strada bianca che sale adagio. Poi un breve tratto d’asfalto e qualche casa. Ci colpisce un gruppo di vecchie strutture con sassi a vista ormai non più abitate ma di una bellezza incredibile! Poi quando siamo in vista dell’acquedotto la strada comincia ad aumentare la pendenza di colpo e in breve diventa da prima una mulattiera e subito oltre un sentiero.

Primula

Fantastiche strutture

Inizio del sentiero vero e proprio

Il tratturo sale bene, a tratti molto ripido, ma il bel bosco e le chiacchere ci fanno scivolare via la fatica del salire la Val Scura fino alla Madonna delle Agnelezze. Scatto qualche foto e guardiamo dentro la piccola grotta che, chissà perché, pensiamo sempre di trovarci qualche cosa in ognuna di esse.

Madonna dell’Agnelezze

Madonna dell'Agnelezze

Madonna dell’Agnelezze

Riprendiamo la salita, qui sempre faticosa. Risaliamo un attimo lungo quella che dovrebbe essere una spalla. Arrivati a un ometto con il classico bollo bianco/rosso del CAI, invece di proseguire dritti deviamo a destra per un sentiero meno ampio ma comunque ben marcato. In pratica scegliamo la via più diretta per la nostra meta.

Continua la salita

Poco oltre il bosco lascia spazio a qualche ripido verde dove la traccia sale a volte dritta, facendoci tirare il fiato, e a volte zigzagando. Giungiamo a delle vecchie casere, una volta sicuramente usate per l’alpeggio, e su una in particolare ci fa sorridere un cartello sulla porta con la scritta “tana”.

Fuori dal bosco

Vista verso le colline fra Vittorio Veneto e Conegliano

Ruderi di casere

Qui si interseca il sentiero CAI 981 che però noi non consideriamo. Ancora dritti verso la cima del Pizzoc. In un tratto, oltre un canale, il sentiero si fa meno marcato prestandosi a una camminata decisamente meno fluida a causa dei numerosi alberi abbattuti da qualche grossa nevicata, ma nulla di trascendentale.

Verso il Pizzoc

La parte alta del bosco, qui stupendo

Di colpo eccoci al rifugio città di Vittorio Veneto. Chiuso. Ma in fondo in questo periodo è abbastanza logico che lo sia. Pestando un po’ di neve sulle ultime rampette siamo finalmente sul Pizzoc.

Rifugio Città di Vittorio Veneto

Rifugio Città di Vittorio Veneto

Con Marco sul Pizzoc, 1565 metri slm

Bellissimi i panorami, anche se oggi un po’ di foschia disturba appena. L’imponente parete del Civetta ci fa sognare, mentre la zona di casa, quella dell’Alpago, fa bella mostra di se con le cime imbiancate dalla neve. Quasi nascosto il Duranno e l’Antelao da qui prende una forma per non farsi riconoscere. Oltre ai bei panorami, Marco tira fuori un’ottima fetta di pecorino con qualche grissino, e la pausa diventa ristoratrice oltre che per lo spirito anche per il corpo!

Civetta

Alpago: il gruppo del Cavallo

Di rientro passiamo lungo la strada sopra al rifugio e poi ci dirigiamo verso la dorsale dell’Agnelezze. Incontriamo qualche vecchio cippo di confine che durante il conflitto del ’15/’18 ricorda la linea che divideva l’Italia dall’Austria. Anche un grosso masso scolpito lo ricorda.

Ora di rientrare

Cippo italiano e austriaco, ricordi della Grande Guerra

Masso scolpito che ricorda la Prima Guerra Mondiale

Sulla parte più alta dell’ampia cresta possiamo ammirare la valle che ci divide dal Col Visentin e cominciare la nostra discesa. Anche ora la pendenza non è poca e perdiamo quota velocemente. Incrociamo per la seconda volta il sentiero CAI 981 che qui ha fine e poi notiamo i ruderi di un’altra vecchia casera. Intanto qualche crocus fa la sua apparizione nell’erba.

Casere Pizzoc

In discesa

Ruderi nella zona dell’Agnelezze

Crocus

Poco sopra al punto dove si trova la Madonna ci ricongiungiamo al sentiero fatto in salita, lì dove un ometto con bollo indicava il sentiero dal quale siamo ascesi. Con passo veloce e senza fermarci più, se non per una foto al velenoso Elleboro Verde, raggiungiamo l’auto per porre fine alla nostra escursione.

Elleboro Verde

Un bel giretto che impegna decisamente gambe e fiato con i suoi 1000 metri di dislivello e la sua pendenza. per noi un ottimo allenamento. Al contempo sulla cima ci siamo goduti a pieno i panorami che ci sono stati regalati! Nel dopo pranzo ci siamo poi recati a Dardago per fare qualche tiro in falesia e finire alla grande la giornata.

Falesia di Dardago

Vuoi la traccia GPS di questa escursione? Mandami una mail all’indirizzo ritornoao@gmail.com

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2 risposte a “Direttissima da borgo Maren al Monte Pizzoc

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