Attorno al monte Baldo, fra natura e storia

Continua per me la (ri)scoperta delle Prealpi trevigiane e assieme a Valentina ci portiamo fino nel cuore di Vittorio Veneto (TV), ovvero l’antica Serravalle, e lasciamo l’auto nel parcheggio che sta di fronte alla chiesa di San Giovanni Battista.

Si parte

Entriamo un attimo nella struttura religiosa e dentro rimaniamo a bocca aperta per i magnifici affreschi che l’abbelliscono. Ammiriamo estasiati, scattiamo qualche foto, leggiamo le informazioni presenti per capirne di più e poi prendiamo la vera camminata.

Affreschi

Ci portiamo al borgo Con Bassi, la prima strada a sinistra salendo verso Nord, e da lì passiamo sotto al ponte ferroviario passando fra le case. La strada asfaltata si esaurisce e inizia la salita su un’ampia mulattiera mentre il cielo si fa grigio.

Borgo Con Bassi

Mulattiera oltre al borgo Con Bassi

Verso Borgo Con Alti

Primavera fra pianura e montagna

Scopriamo magnifiche fioriture e in breve, passando per una zona racchiusa fra i colli raggiungiamo il borgo Con Alti, un piccolo gruppo di case quasi nascosto. Alcune case con i sassi a vista mi ricordano le grotte del Caglieron perché la materia prima forse era estratta anche da lì per erigere queste strutture rurali.

Elleboro Verde

Primule

Castello di Serravalle

Particolare di una casa a borgo Con Alti

Lasciata la strada che porta a Longhère ci teniamo alti su un’altra mulattiera a tratti lastricata che si mantiene in quota. Ad un bivio, quello in foto, ci teniamo a sinistra e poi seguiamo sempre la parte più evidente tralasciando le varie esili tracce che dipartono di qua e di là.

Mulattiera

Svolta a sinistra

Campanellino

Campanellino

Passiamo a fianco della piccola cappella di Santa Augusta, perfettamente ristrutturata dagli Alpini. Poi la mulattiera si restringe e diventa un bel sentiero. Solo in un punto abbiamo un attimo d’indecisione sul dove andare, ma un bollo bianco e azzurro ci aiuta nella scelta.

Cappella di Santa Augusta

Interno della cappella

Bollo provvidenziale

Da sentiero il tratturo ritorna mulattiera. Siamo nella zona de Le Selve. Il sole fa capolino mentre il panorama su Revine è stupendo. Passiamo vicino alla casa rossa e poi alle fornaci. La camminata è veloce e senza alcuna difficoltà e in breve ci ritroviamo a Nogarolo.

Zona de Le Selve

Revine

Casa rossa

In vista di Nogarolo

Nogarolo

Il piccolo paesello è molto carino. Lo attraversiamo fino a una nuova fontana appena rimessa a nuovo. Ci stupiamo nel vedere dei piccoli di salamandra al suo interno. Sulla mappa, invece di continuare  per il sentiero CAI 1051, tagliamo seguendo dei bolli rossi.

Fontana della piazza

Rosa dei venti

Nogarolo

La fontana ristrutturata

Piccole salamandre

Seguendo i bolli rossi

Una traccia schifosa fra i rovi ci fa prendere quota. Unica nota positiva di questa variante rispetto al giro classico, descritto anche nel libro I sentieri nascosti delle Prealpi trevigiane, è il poter vedere Nogarolo dall’alta con subito dietro il lago di Santa Maria.

Sentiero poco agevole

Nogarolo e il lago di Santa Maria

Usciti dal quel brutto tratto, sconsigliato, ritorniamo sul sentiero più ampio. Un tratto in salita ci fa prendere velocemente quota fino a Case per poi sbucare sui bei prati del Pian de Sitada. Qualche bollo bianco/rosso e un paio di piccole tabelle non ci fanno girare a vuoto, anche se il percorso è abbastanza logico e dove c’è l’unica possibilità d’errore s’incontra un cancello chiuso.

Salendo al monte Baldo

Località Case

26 marzo 2017, autoscatto a Pian de Sitada

Pian de Sitada

Ritorniamo fra gli alberi fino a percorrere un sentiero che è ora sulla cresta del monte Baldo. Di colpo ecco la grossa croce in legno che indica il punto più alto della giornata. Siamo a quota 597 metri slm.

Salendo

Sentiero sulla cresta

Croce del monte Baldo

Vista verso Revine dalla cima

Vista verso pianura dalla cima

Camminiamo ora piacevolmente lungo la cresta. A volte qualche tratto è ripido e bisogna porre attenzione, ma non c’è nulla di difficile. La vista spazia ora a Nord verso il Visentin e ora a Sud verso la pianura. Siamo nel sentiero CAI 1043.

Seguendo la boscosa cresta

Valentina lungo il sentiero in cresta, qui un tratto gradinato dalle radici degli alberi

Vecchio cippo di confine

Scendendo

Castagno secolare

Dopo quasi un’oretta dalla cima siamo a Pra d’Albere e inizia la discesa verso Vittorio Veneto. Intravediamo le prime antiche mura della città medioevale e dopo un tratto più ripido ecco i ruderi della chiesetta di S. Antonio mentre il panorama si apre verso Sant’Augusta.

Antiche mura di Serravalle

I ruderi della chiesa di Sant’Antonio (prima torre di guardia) e nell’altro versante Sant’Augusta

Continuando sempre verso Serravalle ecco il bel castello ed il vallo. Poi ancora antiche mura e antiche torri, un paio ristrutturate e divenute delle superbe abitazioni. Di colpo eccoci tornati nel centro storico del paese.

Serravalle

Torre

Torre ristrutturata

Verso il centro

Vittorio Veneto

Un giro in piazza, la ricerca di qualche particolare, la visita all’antica entrata del castello e così il nostro giro è finito. Ma che bello! Proprio un’escursione di grande interesse.

Nella piazza era presente un Monte di Pietà

La colonna nella piazza di Serravalle

La piazza

Comune

Colonna nel centro di Serravalle

Affreschi

Entrata del castello di Serravalle

Contenti e soddisfatti della splendida giornata non ci resta che mettere giù lo zaino e, affamati per il lungo giro, andare in cerca di un posto dove mangiare…

Vuoi la traccia GPS di questa escursione o maggiori informazioni a riguardo? Mandami una mail all’indirizzo ritornoao@gmail.com

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Una risposta a “Attorno al monte Baldo, fra natura e storia

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