Divertimento sulla parete Ovest del Lagazuoi Piccolo

Partiamo dalla pianura con il caldo e raggiungiamo il forte austriaco che sta fra i passi di Falzarego e di Valparola dove l’aria abbinata all’altitudine ci dicono che è meglio mettere almeno lo smanicato. Siamo Sergio, Michele, Marco ed il sottoscritto; destinazione la cima Lagazuoi Piccolo per parete Ovest.

La parete di oggi

La via scelta per questa giornata è la Giordano. L’idea è di salire sicuramente tutta la via che sale il Trapezio e che su di esso si ferma, ma la possibile continuazione di altri tre tiri almeno ci alletta come la possibilità di fare tutti i 450 metri verticali che ci depositerebbero praticamente sulla cima che sembra lontana per noi. Risaliamo le ghiaie faticosamente ma molte tracce ci aiutano. La foto di una relazione ci aiuta nel trovare il punto d’attacco e quando lo raggiungiamo cominciamo i preparativi per formare le due cordate. Marco si lega con me e parte.

Verso l’attacco

Primo tiro

Saliamo a comando alternato lungo le varie lunghezze. Dovrebbero essere sei in questa prima parte ma alla fine ne facciamo solo quattro visto che alcune soste possono essere fatte in vari altri punti vista la varia conformazione della roccia. Quest’ultima risulta sempre bella, solida, mai unta. Solo in alcuni punti, dove larghe cenge aiutano il riposo e la ricerca per piantare un chiodo o passare un cordino per recuperare il compagno, bisogna fare un po’ d’attenzione visti i detriti accumulati.

Lungo la via Giordano

Il sole ha cominciato a scaldare e le braccia esposte cominciano a bruciare già alla fine del Trapezio e della via Giordano che, come detto, sopra questo si esaurisce. Decidiamo di continuare per almeno i prossimi tre tiri mentre una coppia di italiani e una di austriaci decidano di calarsi lungo la via di discesa.
Marco attacca ancora il diedro che sale ad arco dopo un canalino di II grado. Si protegge spesso e bene, poi sopra crea una sosta e mi recupera. Ne uscirà un tiro di IV+ con un passo più difficile. (V-). Raggiunto il compagno cerco la sosta corretta per salire la giusta parete. Ci facciamo gli altri due tiri che si aggirano fra il III e il IV grado continui. Usciti anche da questa seconda parte attendiamo gli altri due amici per decidere il da farsi.

Il diedro sul primo tiro oltre la Giordano

Sergio e Michele vorrebbero scendere, Marco e io vorremmo continuare. Un articolo letto su internet parla di una possibile uscita diretta al sentiero Kaiserjager proprio sopra di noi, ma nessuna relazione a riguardo. Dopo un mini briefing si decide per salire ancora. Ci saliamo e risaliamo le ghiaie, ripide e faticose. Alcuni blocchi affioranti ci aiutano a non salire sempre sudando, benché ci dobbiamo muovere su brevi passi di I e II, ma preferiamo così piuttosto che far urlare i polpacci i continuazione. L’ultima parete si avvicina sempre più e noto subito una splendida lama, ma sembra dura. Marco che è quello che va di più in salita raggiunge proprio la verticale di questa e ci invita a raggiungerlo, un ometto sembra che indichi proprio quella come via d’uscita.

Risalendo le faticose ghiaie

Ultima fantastica parete

Arrivati sotto all’ultima verticale ci rileghiamo mentre un cordino su una clessidra 40 metri più su fa da ulteriore segnale di corretta via. Tocca a me. La roccia è strepitosa, dolomia nera tutta lavorata a buchi, verticale e molto proteggibile. Mi sento bene e metto un friend dopo 20 metri e poi punto diretto al cordino visto. Potrei sostare, ma mancano 10 metri alla fine della parete dove sopra sembra esserci un terrazzo. Continuo e esco su ghiaie (fin qui un tiro fotonico, il più bello della via, continuo sul IV con gli ultimi metri sul IV+) ma sotto ho i compagni facili bersaglio di eventuali scariche. Con estrema attenzione faccio passare la corda sopra a un masso e poco oltre pianto un chiodo, metto due friend e comincio a recuperare Marco.

Momento di relax appena fuori dall’ultima parete

Quando il compagno mi raggiunge attendiamo che salgano anche Sergio e Michele, poi fuori pericolo siamo tutti sul terrazzino dove passa il sentiero del Kaiserjager. Siamo fuori. Bruciacchiati alle braccia dal sole ma contenti a 1000. Già che siamo qui sopra proseguiamo fino alla cima del Lagazuoi Piccolo e poi via veloci alla ricerca di una birra con panino al rifugio.

Uscita dall’ultima bella parete di IV/IV+

Panorama verso il Civetta

Lagazuoi Piccolo

Rifugio Lagazuoi

Autoscatto al rifugio

Ristorati e dissetati torniamo sulla cima e a riprendere il sentiero sul quale abbiamo terminato la via e lungo questo diamo inizio alla discesa. Qui durante la Grande Guerra erano dislocati gli austro-ungarici e non mancano postazioni e gallerie. La curiosità ci porta a visitarne un paio: scavate nella roccia e ancora integre, fanno pensare e non poco. Follie. Poi piano piano raggiungiamo l’auto, che troveremo aperta ma fortunatamente senza che manchi alcunché, guardando soddisfatti e felici la parete appena fatta.

Dentro le gallerie di guerra

Sentiero del Kaiserjager

Averau

Postazioni di guerra

Grandiosa giornata su una bella via. Panorami impagabili e i migliori amici. Non si poteva chiedere di più.

Linea di salita

PER LA RELAZIONE DELLA VIA FAI CLICK QUI

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Una risposta a “Divertimento sulla parete Ovest del Lagazuoi Piccolo

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