Una bella giornata d’autunno in Moiazza

Al passo Duran l’aria è fresca e frizzante. L’autunno è arrivato e noi cerchiamo personalmente di renderlo la stagione più bella. Il sole è ancora basso dietro al San Sebastiano ma le cime soprastanti sono già illuminate e fanno bella mostra della loro verticalità. Ci incamminiamo tutti verso il rifugio Carestiato, chi a passo spedito (Fulvio e Marco) e chi con andatura godereccia andante (Enzo e io).

Le cime illuminate dal sole

Lungo la carrareccia, che con i suoi saliscendi ci fa prima perder fiato per poi recuperarlo in men che non si dica, ammiriamo da prima la Pala delle Gigia e la torre Jolanda per poi rimanere estasiati nei pressi delle casere per via dei colori infuocati che i larici regalano. Dietro delle linee frastagliate fanno da sfondo perfetto. Poi “girato l’angolo” ecco la Pala del Bo, la nostra cima, incastrata fra le imponenti pareti della Moiazza sembra un grosso masso o poco più. Verso Est l’ampia rampa scende baranciosa mentre a Sud una parete verticale s’impenna e gli da forma appuntita, sembra quasi che questa cima sia stata tagliata con un coltello a metà e che una parte sia stata spostata chissà dove.

Pala della Gigia e torre Jolanda

Colori d’autunno

Pala del Bo

Lasciata la strada e risalito il ghiaione ci ritroviamo sotto l’attacco. Non serve guardare molto la relazione, la via è logica; anzi, come dice il buon Enzo, la via “è scritta e basta salirla” e così devono aver pensato Decima e Cimpellin alzando il naso. Il sole ci scalda le mani e i piedi oltre a rendere la roccia accarezzabile. Prepariamo i ferri sugli imbraghi senza fretta. Fulvio legato a Marco intanto è già partito.

Torrioni

Verso l’attacco

Enzo sale sicuro nella grande fenditura naturale che regala dopo qualche metro un camino stretto ma dalla buona roccia. Poi come i due amici che ci precedono si sposta sulle placche e su fino a un mugo. Io faccio il fanalino di coda e mi diverto non poco. La seconda lunghezza lascia molto a desiderare per via dei mughi e dell’erba da superare oltre alla roccia veramente poco salda. Incredibile come in pochi metri le salite possano cambiare.

Enzo nel canale iniziale, un bel IV

Il terzo tiro regala una bella lunghezza di corda, fra un passaggio aggettante iniziale e una placchetta terminale siamo così nuovamente raggruppati. I due amici s’invertono su chi fa da primo mentre io lascio a Enzo l’incombenza di tirare ancora i prossimi metri visto che comunque la roccia non mi esalta ne tanto meno la poca continuità.

Passaggio aggettante dichiarato IV+

Quando mancano due tiri chiedo di proseguire io il compagno mi lascia andare lungo il traverso, molto più semplice di quello che fa sembrare la partenza,e poi devo attendere che Marco e Fulvio siano saliti entrambe prima di chiamare il partner a causa stretta sosta.

Fulvio assicura Marco

Quando devo risalire l’ultima lunghezza mi ritrovo su una roccia fantastica, compatta e allo stesso tempo lavorata, sembra quasi un’altra parete. Un tiro magnifico, continuo e verticale. Insomma, ho avuto una chiappa incredibile a farlo io da primo!

Enzo nel traverso

Ultimo magnifico tiro

In cima una stretta di mano e i complimenti prima della foto di rito. Qualche messaggio a Michele per fargli invidia. Marco si fa un selfie e siamo pronti a scendere per la rampa Est, prima su facile sentiero e poi su traccia fra ghiaie ripide ma non infide. Aggirato infine una prominenza rocciosa seguiamo la base della parete che in breve ci porta all’attacco dove possiamo recuperare gli zaini lasciati.

Autoscatto

Discesa sulle ghiaie

Piano torniamo all’auto. Con calma e senza fretta. La via non entusiasmante c’ha fatto passare comunque una bella giornata in gruppo. Ora manca solo una birra… o due, così da concludere in bellezza questa uscita in Moiazza.

Vista sul Castello di Moschesin

Pelmo

Per la relazione di salita potete andare a questo link.

Pala del Bo, linea di salita

Pala del Bo, linea di salita

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Una risposta a “Una bella giornata d’autunno in Moiazza

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