Cima Valgrande, prima ciaspolata di stagione

Primissimi giorni di dicembre e il termometro della macchina, passando la piana del Cansiglio, segna venti gradi sottozero. Freschetto direi. Con Marco e Michele siamo diretti verso malga Cate da dove partiremo per una ciaspolata, una classica.
Arrivati al parcheggio per fortuna i la temperatura è decisamente più alta: meno dodici! Ci prepariamo con guanti e berretti e poi ci mettiamo in marcia con le ciaspole appese agli zaini.

Preparazione nel parcheggio di malga Cate

La strada è completamente imbiancata da uno strato di 10 centimetri di neve, ma è anche ben battuta e gli scarponi bastano visto che non si affonda se non di pochissimo. Risaliamo di buon passo la carareccia che s’incunea nella prima parte della val Salatis mentre il Messer sembra quasi essersi scrollato di dosso il mantello gelido.

Messer al sole

La carrareccia della val Salatis imbiancata

Chiaccherando e senza tanto badare al contesto arriviamo alla casera Pian delle Stele dove optiamo per una pausa e per indossare le racchette da neve. Da qui sono praticamente obbligatorie non fare troppa fatica e continuare a mangiare dislivello.

Ex stalla Campitello

Casera Pian de le Stele

Monte Sestier

Ripartiti ci aspetta un breve tratto più ripido che ci deposita sul Col Pezei a 1564 metri slm. Siamo a metà salita. Poi lasciamo quello che in estate è il sentiero CAI 924 che diparte a destra per tendere a sinistra e rimanere fuori dalla val Sperlonga.

Col Pezei

Canali del Sestier

Alpago

Marco e Michele

Ancora uno strappo che ci fa prendere quota in un ambiente magico. Osserviamo il Sestier con i suoi bei canali e ogni tanto, quando ci fermiamo per qualche istante, lo sguardo corre lontano dentro all’Alpago. Con gli occhi spalancati giungiamo a forcella Sestier e veniamo investiti da un’aria tanto gelida quanto inaspettata. Ci portiamo in una conca e ci concediamo una tazza di tè bollente.

Sestier

Ammirando quello che ci circonda

Procediamo verso la cima che ora possiamo vedere. Oltre il Laste, cima Valpiccola,  Cornor, Caulana. Verso Nord-Est la val Fornello che cade nella val Pentina che scivola poi dolce fino a Barcis. Ciaspoliamo incantati da quello he ci circonda fino alla cresta della Caulana, poi dobbiamo risalire la cima odierna.

Lago di Barcis

Magia fra forcella Sestier e forcella Caulana

Caulana

Valpiccola, Valgrande e Laste

Mancano poco per arrivare a destinazione ma per un paio di metri dove le rocce affiorano dalla neve ventata, gelide e ghiacciate, dobbiamo mettere i ramponi. Miki non li ha e ci aspetta un attimo. Raggiunta la cima un selfie e un paio di foto dove riusciamo a scorgere Crep e Col Nudo, Duranno e Antelao. Poi torniamo dall’amico intirizzito per un altro autoscatto e siamo pronti al rientro.

Salendo verso la cima

Cima Valgrande, 2007 metri slm

Cime famose si ergono al sole

La breve cresta appena percorsa

Marco

Rimesse le ciaspole ha inizio la discesa. Quando bissiamo forcella Sestier il pendio vergine è troppo allettante per lasciarlo così, quindi usciamo dalla traccia battuta e ci buttiamo dritti nella neve fresca ridendo come bambini. Senza star tanto lì a guardare ma divertendoci a mille ci ritroviamo prima fra i mughi che superiamo brillantemente ma poi un po’ troppo in basso rispetto a dove volevamo arrivare. Un’ultima breve risalita ed eccoci nuovamente sul Col Pezei.

Tre amici felici

Val Salatis

Le nostre tracce fatte sulla neve fresca

Meravigliosi panorami

Tra i mughi

Ultima risalita non preventivata

Non ci resta che raggiungere la casera, togliere le ciaspole e rientrare attraverso la carrareccia. Le gambe girano, siamo tutti allenati e in breve ecco la macchina. Millino fatto ed escursione finita… ma non la giornata: paninozzo gigante e birrozza gigante sono l’ultimo step per finire alla grande la giornata!

Rientrando felici lungo la carrareccia

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Una risposta a “Cima Valgrande, prima ciaspolata di stagione

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