Spigolo Verde, ormai un rito che si rinnova

Dove andiamo, dove non andiamo.
Dolada o Dolomiti o Carniche.
Alla fine un po’ per il caldo ancora non ancora eccessivo, un po’ per la neve ancora sulle cime delle varie montagne, la scelta ricade nuovamente lì. Senza volerlo, anche quest’anno, visto che è diventata praticamente tradizione, la prima via vado a farmela sullo Spigolo Verde in val Rosandra. Con me il buon Marco, a casa pure lui.

Targa dedicata al grande Emilio Comici

Siamo al 24 aprile, come detto le belle giornate hanno una temperatura ideale e magari a Sud pure troppo calda per il periodo, ed in questo lunedì raggiungiamo con tutta calma la bella valle triestina che ha visto la nascita alpinistica di fortissimi rocciatori del passato e del presente; e sicuramente ne vedrà anche del futuro. Parcheggiato al rifugio Premuda dove salutiamo i gestori e dove ci beviamo uno spritz(one) rosso, prepariamo il poco materiale e ci avviamo in totale svacco verso l’attacco della via.

Verso lo Spigolo Verde

Ci guardiamo in giro e guardiamo anche “La Grande” fatta con Fulvio ormai un anno e mezzo fa. Torneremo a farla prima o poi. Lasciato il sentiero numero uno del CAI, subito dopo la chiesetta, saliamo le ghiaie che sembrano meno faticose del solito. All’attacco siamo sereni e ci prepariamo. Ci smezziamo la via: due tiri io e due tiri l’amico.

La Grande

Saliamo senza alcun problema giocando fra le crode sereni, senza titubanze, anche quando qualche sassetto ci rimane in mano. Se fosse successo 3 anni fa me la sarei fatta addosso. Non per questo il divertimento viene a mancare, anzi! Forse è la volta in cui più mi sono divertito lungo questa breve linea che porta al Cippo Comici.

Primo tiro, III e IV

Sullo spigolo

Vecchio chiodo

Marco lungo lo Spigolo Verde, qui il più bel tiro (IV)

Dopo un’ora scarsa siamo sulla cima dove ci sleghiamo e riponiamo il tutto negli zaini. Dopo la foto di rito non resta che distendersi al sole come le lucertole e dedicarci al relax senza che nessuno ci corra dietro. Poi tiro fuori una pizza che avevo preparato la sera prima e ce la dividiamo. Voracemente la facciamo sparire mentre la voglia di una birra prende il sopravvento e di conseguenza ci tocca quindi scendere per placarla.

La chiesetta nella valle

Cippo Comici

La cascata del Rosandra

Vista verso la Slovenia, verdissima la valle in questo periodo

Foto di rito

Tornati al rifugio beviamo la spremuta di luppolo e poi torniamo dentro in valle fino alla prima parete delle Jugove dove a vista saliamo qualche monotiro fino al 5c fra placca e brevi strapiombetti a metà vie. Simpatiche e non banali (per noi che non ne abbiamo). Poi è ora di rientrare. Anzi, è ora della cena dei Quattro del Clinto, ma questa è un’altra storia…

Golfo di Trieste

La parete delle Jugove

Per la relazione della via vi rimando a questo link.

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2 risposte a “Spigolo Verde, ormai un rito che si rinnova

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Uh, vedo qualcosa che conosco! Una passeggiata novembrina alla chiesetta di Santa Maria in Siaris l’ho fatta lo scorso anno… che meraviglia! Finalmente so che la Val Rosandra è un incanto non solo per sentito dire.
    Ciao! 😊

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