Salita al bel Campanile di Val Montanaia

21 maggio, il tempo dice che al mattino si può fare e noi perché non dovremmo andare?! In fondo si tratta del più bel Campanile del mondo…

In quattro (Sergio, Miki, Marco ed il sottoscritto) ci diamo appuntamento relativamente presto e dopo un caffettino a Cimolais risaliamo in macchina la Val Cellina, puntando qua e là il naso all’insù, come a cercare qualche picco che non abbiamo ancora mai notato e parlando allo stesso tempo di quella o quell’altra cima che sbucano quasi di colpo per poi nascondersi fra le dirupate pareti che si innalzano vicine.

In cammino

Abbandonata la scatola di latta ha inizio l’avvicinamento. Sono stanco dal lavoro ma tutto sommato mi sento bene. A passo cadenzato e nemmeno tanto lento risaliamo le ghiaie che come una lingua ingombrano il fondo della Val Montanaia. Una foto al fratello piccolo del Campanile, quello che rimane accoccolato al sole poco sopra al rifugio Pordenone e poi via sù, tutto d’un fiato fino all’attacco della solitaria guglia.

Campanile del Rifugio

Campanile di Val Montanaia

Campanile di Val Montanaia

Non perdiamo molto tempo in ciance e dopo aver infilato imbrago e scarpette, messo a posto la ferraglia ed esserci legati, iniziamo l’ascesa.

Primo tiro

Sono legato con Marco e senza pensieri ci dividiamo equamente i tiri, solo al contrario della precedente volta che salimmo qui assieme (qui potete leggere l’ironico scritto di quella salita), trovando la via normale relativamente semplice ma un po’ unta. Michele invece farà da primo e per la prima volta Sergio salirà interamente da secondo dopo una settantina di ripetizioni personali!

Marco sulla seconda lunghezza

Michele sale verso il pulpito

Sulla famosa fessura Cozzi tocca all’amico tirare da primo. Passa e mi assicura. Mentre parto e mentre sto per alzarmi proprio su quel passo di quinto sento il Miki chiedere di bloccare mentre si trova sulla variante… un brivido mi scorre. Il chiodo tiene e io dò un tirone di braccia. Lui è appeso e io salgo in sosta. Per fortuna nulla di grave. Attendiamo che l’altra cordata avanzi e poi iniziamo anche noi il facile ma espostissimo traverso.

Sergio assicura sotto alla fessura Cozzi

Marco felice dopo la fessura

Segue il camino Glanwell, che trovo più marmorizzato di quello che ricordavo, e poi le ultime due lunghezze che con la corda da 70 riesco ad unire. Siamo in cima. Spettacolare anfiteatro naturale di dolomia tutt’attorno e grandi sorrisi sui nostri volti. Ci gustiamo la cima e poi, senza fretta, cominciamo le manovre per la discesa.

La campana del Campanile

Selfie sulla cima

Si inizia a scendere

Ballatoio, la famosa calata Piaz, l’ultima calata che deposita nelle ghiaie… siamo con i piedi per terra. Torniamo all’attacco dove abbiamo lasciato un paio di zaini e un cambio. Ci spogliamo di tutti gli ammenicoli che abbiamo sugli imbraghi e dopo averli sistemati riprendiamo la via di rientro.

Assieme a Sergio sotto alla famosa calata Piaza

Ultima calata

Lungo la discesa comincia una leggera pioggia, ma nulla di serio. Raggiungiamo però con gioia il rifugio Pordenone dove troviamo gli ospitali Marika ed Ivan. Quattro birre grandi e quattro panini per placare fame e sete e per festeggiare la giornata.

Un ultimo sguardo alla meravigliosa guglia

E’ ora di rientrare. La bella giornata è finita. Anche questa volta il Campanile della Val Montanaia ci ha regalato delle grandi emozioni.

RELAZIONE
CAMPANILE DELLA VAL MONTANAIA
Via normale

Ripetitori (21/05/2018): Michele del Fiol e Sergio Rigo – Marco Redolfi e Andrea Favret

Zona: Dolomiti Friulane

Gruppo: Spalti di Toro

Cima: 2173 metri slm

Parete: Sud e Ovest

Sviluppo: 265 metri

Dislivello: 200 metri

Per raggiungere l’attacco si parte dal rifugio Pordenone e si percorre la val Montanaia. Seguendo il sentiero ci si tiene alla destra del Campanile e si raggiunge lo spigolo Sud-Est. Qui conviene imbragarsi e prepararsi per poi risalire su facili gradoni fino al centro della parete Sud ove s’incontra una sosta e dove ci si lega.

Primo tiro. Arrampicare la fessura camino che si ha di fronte (III, un cordone) seguendola verso sinistra e uscendo da essa (IV, un cordone) per poi giungere alla sosta (I). 30 metri

Secondo tiro. Ci si sposta 5 metri a sinistra per comoda cengia fino al rinvenimento di un chiodo (elementare); qui si sale inizialmente con passaggio strapiombante (IV) per poi obliquare verso sinistra su rocce via via più facili (due spit) fino alla sosta (III+ e III). 40 metri

Terzo tiro. Salire il camino prima appoggiato e poi più ripido fino al suo termine (IV con passo di IV+ ma protetto da un anello cementato quasi al suo termine). Usciti da esso seguire la cengia detritica fino a un terrazzino (I, nuovamente un anello) e da qui con breve passaggio (III) risalire alla comoda sosta. 45 metri

Quarto tiro. Ora si procede verso sinistra vincendo subito un passo di III e poi per facili rocce (I e II) fino al famoso pulpito Cozzi. 30 metri

Quinto tiro. Di fronte si ha la fessura Cozzi. Salirla direttamente con i primi tre metri delicati (V con roccia unta, un friend incastrato) e poi proseguire verticalmente fino alla sosta con difficoltà inferiori (IV). 12 metri 

Sulla sinistra passa la variante Carlesso (IV, un chiodo) che senza sosta prosegue lungo il traverso del sesto tiro.

Sesto tiro. Andare orizzontalmente a sinistra seguendo l’evidente ed esposta cengia fino alla sosta (III). 18 metri

Settimo tiro. Qui ha inizio il camino Glanvell. Con passaggio molto esposto, strapiombante ma ben protetto da un chiodo, salire il camino (IV+) che poi perde man mano difficoltà (IV poi III+ con un friend incastrato e un chiodo) fino a giungere sull’ampio ballatoio. Per traccia (elementare) giungere alla sosta leggermente a sinistra.30 metri

Ottavo tiro. Arrampicare verticalmente l’ampio canale prima più verticale (IV, chiodo con cordino in ferro) e poi più appoggiato (III) fino alla sosta. 30 metri

Nono tiro. Ancora nella depressione (III e un passo di IV, un altro cordino in ferro a metà circa) fino alla sosta sulla cima. 30 metri

Per la discesa ci si può calare dalla cima con una CD da 60 metri fino al ballatoio lungo la via di salita oppure spezzarla in due (40+20 circa) tenendo la sinistra (faccia alla parete) e trovando una sosta. Da qui portarsi sulla parete Nord e procedere con una seconda CD da 55 metri (oppure da 37 per poi discendere sulle ghiaie di sinistra guardando la parete). Seguire ora gli ometti che portano all’estremità della “Tacca del Campanile” dove con un’ultima CD da 20 metri si ha concluso l’uso della corda. Ora per facili roccette (I/I+) si scende verso Sud-Est fino all’attacco della via.

Note. Oltre alla NDA, utile qualche friend medio-piccolo e cordini. Noi abbiamo percorso la fessura Cozzi (V su roccia unta); per la variante Carlesso alcune relazioni riportano gradi più alti per questa ma considerando le difficoltà del terzo tiro e della partenza del camino Glanvell si può tranquillamente dire che è un bel IV con grande esposizione. Fare attenzione alla roccia non sempre salda benché le ripetizioni abbiano superato ormai da tempo il migliaio, soprattutto negli ultimi due tiri. Fare oltremodo attenzione durante la prima CD dalla cima che non ci siano cordate che stanno salendo.

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Una risposta a “Salita al bel Campanile di Val Montanaia

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