Tofana di Rozes (via normale)

Valentina non vede l’ora d’andare in montagna, a me serve salire una cima elevata per allenarmi un minimo alla quota, quindi cosa c’è di meglio della bella ascensione alla Tofana di Rozes? Raggiungiamo in auto il rifugio Dibona mentre qualche nuvola si addensa proprio sulla cima che vorremmo raggiungere. Poco male, pensiamo “mal che vada si torna indietro”, quindi prendiamo gli zaini e ci incamminiamo.

Parcheggio al rifugio Dibona

Tofana di Rozes

Qualche nuvola sulla Tofana di Rozes

Saliamo l’ampia mulattiera segnata dal CAI con la numerazione 403. La vista verso le Cinque Torri è sublime e man mano che camminiamo il sole fa capolino e le nuvole lasciano spazio a qualche ampio spazio d’azzurro intenso. Superati i primi 300 metri di dislivello la mulattiera si restringe e prende pendenza per altrettanta salita fino a quello che resta delle postazioni della prima guerra mondiale.

Tabelle all’inizio dell’escursione

Vulneraria

Vulneraria

Vista verso le Cinque Torri, Lastoi de Formin e Croda da Lago

La mulattiera che porta al rifugio Giussani

Resti della Grande Guerra

Giunti nell’ampia forcella Fontanegra ecco apparire il rifugio Giussani. Entriamo e con calma consumiamo un tè caldo prima di ripartire verso la nostra meta, tanto oggi abbiamo tutta la giornata e nessun impegno che ci aspetta in pianura.

Rifugio Giussani

Rifugio Giussani

Al trotto, perché al galoppo per me è troppo!

Rifugio Giussani (interno)

Attraversiamo l’ampia sella fino alle ghiaie che scendono dai 3000 metri della cima odierna e da qui, seguendo i bolli blu, iniziamo la salita lungo la via normale. Inizialmente il sentiero è su ghiaie ben pressate e dobbiamo attraversare un paio di nevai. Si sale tagliando tutta la parete Nord-Est, con panorami incredibili sulla val Travenanzes e le altre due Tofane.

Inizia la seconda parte di salita

Val Travenanzes

Valentina

Bus de Tofana

Bus de Tofana

Poi le ghiaie lasciano spazio a qualche facile risalto roccioso intervallato sempre da ghiaie a volte più mobili ma mai difficili. I bolli sono ora a destra e ora a sinistra, come i numerosi ometti. La via non è così obbligatoria e procediamo dove ci sembra migliore il terreno. Poi tre ferri di cavallo conficcati nella roccia ci fanno intuire che siamo in prossimità dell’uscita della ferrata Lipella e dei 3000 metri. Valentina risente un po’ della quota ma non molla.

Primi facili risalti (non si supera mai il primo grado)

Panorama verso il Lagazuoi

I tre ferri di cavallo

Uscita della ferrata Lipella

Uscita della ferrata Lipella

Siamo finalmente sulla dorsale terminale, mancano poco più di 200 metri di dislivello. C’è il solito nevaio, ormai ridotto all’osso, mentre il vento spinge da Nord raffiche notevoli. La mia compagna aggira la neve ed il ghiaccio nascosto passando a destra, io trovo un passaggio mettendo ben poco gli scarponi sull’acqua solidificata che mi mette comunque in allerta. Ricongiunti saliamo le ripide ghiaie sommitali stando a ovest della stondata cresta ed infine ecco la grande croce.

Dorsale terminale

Ultimo faticoso tratto prima della cima

Il panorama è qualcosa mi fantastico. Le nubi che ci sovrastano di poco rendono tutto più magico e incredibilmente ci godiamo la cima per una mezzora in totale solitudine, senza nessun altro. Fotografiamo quello che ci circonda, osserviamo i gracchi volteggiare, ci rilassiamo e (perché non dirlo?) ci baciamo.

Tofane

Lagazuoi. Sulla sinistra, in lontananza, il ghiacciaio della Marmolada

Gracchio alpino

Facciamo un’autoscatto con la croce e iniziamo a scendere, questa volta seguendo il filo della dorsale. Incrociamo un paio di persone mentre il tempo sembra peggiorare di colpo. Qualche chicco di grandine arriva come un proiettile ma per fortuna il tutto finisce in breve.

Autoscatto sulla croce di vetta a 3225 metri slm

Discesa lungo la dorsale terminale

A ritroso lungo la via di salita, rifacendo qualche elementare passaggio di primo grado, perdiamo quota velocemente e raggiungiamo nuovamente il rifugio Giussani. Questa volta non ci fermiamo ma Valentina mi concede un giro fra i ruderi delle baracche della Grande Guerra.

Riattraversiamo i nevai in discesa

Tofana di Dentro e Tofana di Mezzo

Vista da una postazione di guerra

Ruderi di baraccamenti

Resti di suole di cuoio e latte di 100 anni fa

Ex rifugio Cantore

Ex rifugio Cantore

Ruderi della prima guerra mondiale

Ruderi della prima guerra mondiale

Infine ecco la mulattiera, mentre il sole ritorna quasi a spinger via le nuvole ed il vento. La giornata volge al termine, il rifugio Dibona ci attende affamati. Affamati si, la pancia brontola, ma allo stesso tempo sazi di emozioni in questa grandiosa giornata.

Discesa lungo la mulattiera, mentre il panorama resta meraviglioso

Ultimo tratto

7 risposte a “Tofana di Rozes (via normale)

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Ciao e complimenti per il reportage.
    Secondo te è fattibile da non esperti? Cioè sono sportivo, cammino in Grappa e montagne simili e non mi fa paura la fatica anzi, però ho visto dei passaggi un po’ “da stare attenti”. E’ meglio che sia presente un esperto di montagna?
    Scusa la domanda scema, ma per curiosità grazie

    • Ciao Alex. Quasi in cima alla Tofana si può trovare anche ghiaccio, quindi per prima cosa sarebbe bene avere l’attrezzatura adeguata (scarponi e ramponi) ed il saperla usare.
      Andare in certi posti è molto soggettivo ed oggettivamente (scusa il gioco di parole) io non ti conosco benché tu mi dica che già fai qualche camminata, quindi non posso consigliarti dove andare.
      A mio avviso comunque è bene intraprendere certe vie normali con gente preparata se si è alle prime armi, che ti possa dire come muoverti e insegnarti ad analizzare i pericoli oggettivi che puoi incontrare durante l’escursione (ghiaino, massi instabili, posto più o meno esposto, ghiaccio…).
      Spero d’esserti stato almeno minimamente d’aiuto, buona montagna!

  3. Una informazione. Dalle foto sembra che ci siano tratti molto esposti. Io soffro un po’ la verticalità e l’esposizione anche se all’occorrenza riesco a fare qualche ferrata e qualche passaggio di secondo grado superiore. Potresti darmi un’indicazione su questa salita?

    • Ciao. Tratti con grande esposizione non ce ne sono, ma tratti ripidi con ghiaino dove stare attenti, si. C’è solo un punto con un tratto di primo grado o poco più. Attenzione in cima alla possibilità di trovare ghiaccio, non sempre aggirabile.

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