Giro del Pelmo

Da quanto tempo lo volevo rifare… troppo! Ricordo quando riuscii, assieme a Toni, a completare questo bellissimo anello con la neve. Fu spettacolare. Da allora avevo sempre riservato il desiderio di fare questa magnifica escursione anche in estate. Finalmente eccomi nuovamente lì, e questa volta assieme alle tre donne di famiglia (anzi quattro considerando la canina Zoe). Siamo al passo Staulanza relativamente presto al mattino. Il termometro dell’auto segna 8 gradi sopra lo zero. Non male per essere nella prima settimana d’agosto, però il tutto è a causa dell’abbondante pioggia notturna. Le tabelle non danno possibilità di sbagliare e così ci incamminiamo lungo il sentiero CAI 472 decidendo di fare il percorso in senso antiorario.

Forcella Val d’Arcia alla partenza del giro, la ritroveremo ben più tardi

Si inizia a camminare

I saliscendi si susseguono lungo il bel sentiero dal fondo un po’ umido e riusciamo anche a driblare le rare pozze cche si sono formate nelle ore precedenti abbastanza facilmente. Quasi sopra a Palafavera ecco lo strano incontro di un gruppo di cavalli. Sono quelli della brava Alexia che ora li sta conducendo a valle dopo che nella notte erano fuggiti impauriti dal temporale. Intanto il bosco lascia spazio ai mughi ed ecco apparire imponenti la Marmolada e il Civetta.

Sentiero CAI 472

Cavalli in fuga

Marmolada

Civetta

Al sole la temperatura cambia e possiamo rimanere in maniche corte. Siamo nella parte Sud del giro ed il Pelmetto fa bella mostra di se. Arriviamo alla zona di prati del Lac, stupenda quanto acquitrinosa per la gioia di Valentina che dovrà lavare gli scarponi, per poi passare vicino le pareti strapiombanti del Pelmo che qui sembrano una salamandra gigante. Fortuna che le ragazze hanno più immaginazione di me!

Al sole

Campanule

Lungo il bel sentiero

Pelmetto

Pelmetto

Lac

Salamandre???

I campi ed il passo di Rutorto sono pieni di mucche, vitelli e tori. Prendo in braccio Zoe per questo tratto per non impaurire le bestie, e poi eccoci al rifugio Venezia. Una pausa caffè per Valentina e me, mentre per le due giovinette una fetta di dolce enorme, quasi da poterci fare un pranzo.

Campi di Rutorto

Campi di Rutorto e sullo sfondo Antelao e Sorapiss

Muuuuu

Rifugio Venezia

Foto di gruppo al rifugio

Lasciato il rifugio ci immettiamo nel sentiero 480 che sale da prima fra i mughi e poi taglia per ghiaie passando vicino all’attacco della normale che sale al “Caregòn del Padreterno”. Una marmotta fischia per avvisare del nostro passaggio ma non si nasconde, così riusciamo a vederla facilmente. Proseguiamo superando un paio di canali creati dalle piogge dove prestare un minimo di prudenza e poi su alla prima forcelletta salendo un ripido ghiaione ma che presenta un’ottima traccia non faticosa.

Si riparte

Tra i mughi verso le ghiaie

Marmotta

Puntando alla forcelletta

Cristalli

Risalendo alla forcellina

Girato l’angolo eccoci nel versante Nord della grande montagna. Il sentiero, qui chiamato Flaibani, si fa stretto e qualche tratto attrezzato da sicurezza nella progressione, ma effettive difficoltà non ci sono anche se bisogna prestare la dovuta attenzione. Dopo poco vediamo la forcella che dobbiamo raggiungere. Il sentiero si apre e qui bisogna risalire a destra, dove i bolli indicano la linea più agevole; ma noi che siamo un po’ testoni seguiamo il tratturo che sale dritto fra le ghiaie per immensa gioia dei nostri polpacci.

Tratti attrezzati

Sentiero Flaibani

Potentilla rosea

Papavero giallo

Finalmente giungiamo a forcella Val d’Arcia, il punto più elevato del giro. Ci riposiamo un po’, volgendo lo sguardo a Est ed a Ovest. Diamo inizio alla discesa guardando cima Val d’Arcia e le sue pareti, dove placche e rocce rotte sono spinte verso il cielo da una forza senza pari. Poi eccoci nella valle che da il nome alla vetta ammirata e all’insellatura passata. Qui, sotto le ghiaie, è presente un ghiacciaio e in alcuni punti se ci si ferma si possono ascoltare i sassi che rotolano sotto i propri piedi lungo le fenditure del ghiaccio.

Forcella Val d’Arcia

Cima Val d’Arcia

Si scende

Ometto

Il ghiacciaio nascosto

Prendiamo un ghiaione per tagliare un pezzo e Alice fa un volo a planare. Nulla di rotto, solo il mestiere che entra. Ci portiamo fin sotto le pareti della Croda Toronda, dove ora c’è pure una magnifica falesia, e dove pian piano il bosco riacquista terreno alla nuda roccia. Manca poco. Ci fermiamo qua e là per mangiare qualche mirtillo che incontriamo lungo il percorso ed infine eccoci nuovamente a passo Staulanza.

Panorama dalla Val d’Arcia

Scendendo un ghiaione

Verso passo Staulanza

Mirtilli

Zoe

Giro lungo, con oltre 1000 metri di dislivello totale, ma dai panorami fantastici. Sentieri sempre  tenuti magnificamente e un bel rifugio (il Venezia) a metà percorso, dove cortesia e ottime torte hanno saputo spezzare la giornata. Ecco, questa è sicuramente un’escursione che non bisogna farsi mancare; se poi la fate in famiglia è ancor meglio!

3 risposte a “Giro del Pelmo

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

  2. Pingback: Con Alice sulla torre Quarta Bassa (variante a spit) | RITORNO ALLE ORIGINI·

  3. Ciao mi piacerebbe fare questo giro del Pelmo e ho una piccola cagnetta , nel tratto attrezzato ci sono problemi con il cane ?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...