Girovagando per le Balanzole

Inizio dell’escursione

Fine agosto, oggi sarà Valentina ad accompagnarmi in un posto che non sono mai stato, ovvero al rifugio Sommariva. Arriviamo quindi in auto dentro alla valle di Pramper, fin dove un cartello di divieto impone di fermarsi. Detto fatto, parcheggiamo e ci infiliamo gli zaini in spalla e siamo pronti per la nostra escursione. Con noi anche l’immancabile Zoe.

La prima parte si snoda lungo una carrozzabile dove un servizio di jeep/taxi va avanti e indietro proprio dal parcheggio fino alla malga di Pramper. Noi naturalmente non prendiamo il mezzo e di buon passo saliamo senza problemi fra il bel bosco. Qua e là qualche sorgente sgorga fra la roccia mentre alcuni cartelli informativi danno qualche nozione sui luoghi che stiamo attraversando.  Ad un tratto gli alti abeti lasciano spazio ad una zona prativa detta Pian dei Palui e qui il sole ci raggiunge scaldandoci di colpo.

Appena oltre, un bivio. Valentina dice d’andare a destra e io eseguo. Lasciamo la strada per un bel sentiero, nuovamente fra gli alberi all’inizio e poi fra i mughi. La direzione è quella che porta a forcella Moschesin mentre l’omonimo Castello si erge alla nostra destra con i suoi meravigliosi torrioni di dolomia. Di colpo ecco l’aria che preannuncia l’arrivo nel valico. Si apre un panorama stupendo verso Ovest, verso la valle Agordina, ma subito sono attratto da una struttura della Grande Guerra ovvero un’ex caserma dai possenti muri.

Ci immettiamo in una valletta che porta alle cime de le Balanzole che naturalmente propongo di salire. Valentina accetta e così per una traccia quasi inesistente ci portiamo sul primo promontorio a 2080 metri slm. Che posto magnifico. Dopo questa prima cima proviamo a continuare lungo la dorsale. Una parvenza di sentiero va e viene e passa in mezzo a dei mughi tagliati qua e là. Niente bolli e rarissimi gli ometti, ma sbagliare è difficile e con vari saliscendi inframezzati da una cresta da attraversare, eccoci passare da una cima all’altra fin dove una forca creata da due ripide pareti non ferma il nostro andare. Non ci resta che tornare indietro e così facciamo dietrofront.

Giunti alla cresta dei bolli indicherebbero una possibile discesa sul versante che cade nella val Piazedel, ma il terreno ripidissimo formato da ghiaino e roccia marcia e la traccia che praticamente non esiste più ci fanno propendere per tornare sui nostri passi. Ci ritroviamo così velocemente nei pressi della caserma e prendiamo la traccia che va verso il rifugio Sommariva. Pian piano perdiamo quota fino a congiungerci al sentiero CAI 543.

Manca pochissimo ed infatti in breve eccoci alla bella struttura sotto alla cima di Pramperet. Qui ci fermiamo a pranzare. Cibo buono, cordialità, prezzi onesti e ottime grappe ci fanno rimanere un’oretta abbondante seduti al tavolo, a chiaccherare del più e del meno.

Ora di rientrare. Attraversiamo il Pra della Vedova e scendiamo nella valle dalla quale siamo arrivati, ma nel versante opposto. Passiamo proprio sotto la cima di Pramper e poi velocemente alla malga di Pramper. Ora non ci resta che seguire la strada fatta all’andata che, anche se non propriamente breve, non ci annoia affatto rispetto ad altre carrarecce fatte in altre escursioni.

Giornata super con il mio amore, che mi ha fatto scoprire un angolo di Dolomiti bellissimo. Ecco, questo è un posto dove sono certo che prima o poi tornerò e pure molto volentieri.

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