Piacevole giornata lungo la Via Ardizzon

Bellissima giornata fra amici lungo una via dalla roccia fantastica. Il tutto è filato via liscio senza alcun intoppo.
Cordate come al solito affiatate: Marco e Michele si sono divisi la via a metà mentre io ed Enzo siamo saliti in alternata senza pensare a gradi o difficoltà varie.
La relazione sotto è come l’abbiamo salita noi, ma in rete se ne trovano delle altre dove le lunghezze variano e di conseguenza anche il loro numero. Facendola così noi non abbiamo avuto alcun problema, nemmeno d’attrito di corde.

La parete del Trapezio

Vi lascio quindi a un po’ di foto della salita (e della discesa) e poi, per chi vorrà ripete questa meravigliosa via, alla relazione. Solo un appunto: nel caso si può uscire in cima al Piccolo Lagazuoi seguendo una continuazione già descritta durante l’arrampicata sulla parallela via Giordano.

Con il Miki all’attacco

Enzo impegnato sul bellissimo quarto tiro

Panorama verso il Civetta

Sulla sommità del Trapezio

Si mette via il materiale

Michele in calata

Gli amici mi attendono felici

Relazione “via Ardizzon”

Ripetitori (23/08/2018): Redolfi Riva Marco e Del Fiol Michele, Favret Andrea e Corazzin Enzo

Zona: Dolomiti Bellunesi

Gruppo: Fanis

Cima: Trapezio (Lagazuoi Piccolo)

Parete: Ovest

Sviluppo: 250 metri

Dislivello: 210 metri

Enzo sulla quarta lunghezza. Notare la roccia magnifica che offre questa via.

L’attacco si raggiunge dal forte Ntra i Sas, posto fra passo Falzarego e passo Valparola, salendo tramite varie tracce fra le ghiaie che stanno sotto la parete. Bisogna puntare all’evidente canale che limita il trapezio a destra. A circa 20 metri a sinistra di questo ha inizio la via, esattamente dove una colata nera scende verticale.

Primo tiro. Arrampicare lungo la colata nera su roccia ottima (IV) superando direttamente lo strampiombetto che si vede fin dalla base (IV+, clessidra con cordone) e poi ancora dritti fino alla sosta su due clessidre (IV e III+). 50 metri

Secondo tiro. Superare il tetto soprastante (IV) e proseguire su roccia ottima fino a incontrare un cordone in clessidra (III+, possibile sosta intermedia). Proseguire ancora con andamento verticale, seguendo la logicità dell’arrampicata (III) fino a superare una fessura verticale che porta al terrazzino di sosta (IV). 60 metri

Terzo tiro. Ancora in verticale su parete stupenda (IV) che si esaurisce dopo una decina di metri. Seguire il canale fino a un altro terrazzo ove si sosta (II). 40 metri

Quarto tiro. Arrampicare la placca superba che si può salire a piacimento (IV) per poi tendere verso destra fino a delle fessure che salgono verticali una vicino all’altra (III). Salire una di queste per raggiungere la sosta (IV). 50 metri

Quinto tiro. Seguire la spaccatura/canale che sale obliquo verso sinistra (III+) per poi seguire l’andamento di questo in verticale (III). Arrampicare ancora il canale che si trasforma in fessura (IV) fino al suo termine. Per gradoni e ghiaie si raggiunge un grosso masso (II) dove si trova una discreta clessidra con cordone (meglio integrarla con un friend medio). 50 metri

Linea di salita

Discesa. Seguire la traccia verso destra (faccia a monte) fino a un fix dove ci si può calare con una CD da 30 metri fino alla cengia sottostante. Da qui ancora a destra per traccia e, con un paio di passaggi di I grado su roccia discreta, si raggiunge un ripido sentiero che si collega a quello del Kaiserjager e che riporta all’auto.
Attenzione, se si prosegue ancora oltre al fix, seguendo una traccia (ometto) si arriva a una calata un po’ più a destra che con una CD da 20 metri deposita poco più sotto.

Note. Roccia sempre ottima, da goduria anche sui passaggi più semplici, e con difficoltà continue. Via quasi completamente disattrezzata, noi abbiamo trovato solo un chiodo alla sosta del secondo tiro, ma con tutte le soste “segnate” con dei grossi cordoni su ottime clessidre. Si trovano altri cordini sempre in clessidra lungo la via ma quasi nessuno è in buone condizioni. Grazie comunque a queste conformazioni naturali è sempre facile proteggersi. Per la salita, oltre alla NDA, portare parecchi cordini, rinvii e qualche friend medio.
Altre relazioni riportano differenze sia sulla lunghezza dei tiri che sulle difficoltà. Va detto che qui se si passa qualche metro a sinistra o a destra la roccia resta sempre ottima e le difficoltà non si alzano ne si alzano di molto (massimo mezzo grado). Infatti già alla prima sosta poco sotto potevamo notare sulla sinistra un’ulteriore sosta con cordone, che porta sempre sotto al tetto del secondo tiro ma ove questo è più pronunciato. Noi comunque, avendo seguito sempre i medesimi cordoni in clessidra, giriamo così la relazione in base a come siamo saliti.

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Una risposta a “Piacevole giornata lungo la Via Ardizzon

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