Via Cengia Martini

Un bel sole ci riscalda dai 10 gradi che segna l’auto. Sono con il buon Max a passo Falzarego per una vietta che porta alla famosa cengia Martini e dalla quale prende pure il nome. Controlliamo un attimo il materiale e poi, con gli zaini carichi anche delle corde, cominciamo il veloce avvicinamento che conduce all’attacco. Senza fretta e senza sudare, lentamente, arriviamo sotto le pareti e trovare il punto d’inizio è relativamente facile. Mi faccio pure un giro alle vicine postazioni e poi iniziamo ad imbragarci e a prepararci.

Partenza da passo Falzarego

Verso la parete

Postazioni di guerra

Legati si parte. Max non ha voglia d’andar da primo e quindi tocca a me. Dopo pochi metri evito subito lo strapiombetto che mi si para davanti andando a seguire l’originale della via. Un chiodo ed uno spit m’aiutano molto a livello psicologico benché le difficoltà siano contenute. La testa fa fatica a connettere con il corpo e in modo goffo e pesante continuo a salire piano, forse pianissimo. Guardo in alto, cerco la sosta, arrivo al camino di sinistra e lo salgo qualche metro, poi ridiscendo mentre qui le difficoltà aumentano leggermente. Sbuffo. Riprendo in parete ed ecco la prima sosta su una buona clessidra e su una seconda pessima. Ora ci sta un bel respiro. Chiamo il compagno che mi raggiunge.

Primo tiro

Al secondo tiro già sono più tranquillo. Guardo la verticale soprastante e ci vado di petto. Un friend ottimo per proteggermi e poi invece di tenermi a destra di una magnifica lama, ci salgo sopra e proseguo praticamente sopra di questa. Quarto e quarto più continui, roccia stupenda molto slavata, quasi bianca. Sembra d’arrampicare sul calcare, nemmeno sulla dolomia. Poi la sosta sotto a un pezzetto di parete rotto, ma questa volta è ottima.

Secondo tiro, si nota l’evidente lama

Secondo tiro

Max su L2

Le nuvole si addensano velocemente dietro di noi, parto per il terzo tiro. Destra, poi sinistra. Roccia superba. Un breve tratto nel camino levigato è la giusta conclusione per un tiro stupendo. Mentre recupero Max guardo in alto il tiro chiave della via. Quando mi raggiunge sento la prima goccia. Parto veloce e arrampico in un lampo la prima parte fino alla paretina che butta in fuori e dove bisogna risalire una fessura. Vedo due chiodi uno a fianco all’altro poco sopra e senza pensare mi alzo e vado a proteggermi. Due rinvii lunghi da 26 sono perfetti, vanno perfettamente a bloccare un eventuale volo ma senza fare alcuna curva. Piove. Cerco qualcosa per le mani alla mia destra e non trovo quasi nulla, guardo poco per i piedi e dopo un metro vorrei proteggermi di nuovo anche se sotto ha il vuoto e sono perfettamente al sicuro. Oggi la testa fa proprio fatica e il mio grado infimo non aiuta. Disarrampico e torno sotto ai due chiodi dove posso fermarmi e riprendere fiato. Ho le braccia indurite e le mani sporche del terriccio che ora è umido dentro alla fessura da scalare.

Dentro al camino alla fine di L3

La pioggia non smette, ma qui la roccia non ne risente più di tanto ed il grip resta eccezionale. Guardo bene prima di ripartire, non voglio commettere nuovamente l’errore di salire senza pensare. Vado. Mi ritrovo nella medesima posizione di qualche minuto fa ma alzo bene i piedi, sposto il peso in maniera decente, sto attento a dove stringo le dita pensando al Miki (non è un pensiero sconcio, hahaha, ma un ricordo di un suo volo per una presa sporca), un altro chiodo dopo tre metri, ancora due passi verso l’alto e la piccola parete di quinto è fatta. Ora un facile canale gradonato mi attende.

La parete dove si raggiunge il quinto grado

Mi ricordo da una lettura su Quarto Grado di una sosta su due chiodi e quindi lascio completamente perdere le due protezioni solitarie che incontro, soprattutto per l’attrito, e vado avanti. Qualche passo d’arrampicata e poi sfasciumi. Cerco i due chiodi fra i massi marciotti ma niente. Intanto Pluvio non la smette, sono bagnato come un pulcino e penso a Max che è lì sotto, fermo. Devo trovare i due chiodi. Niente. Ok, o faccio una buona sosta o, mal che vada, si andrà per la sicura a spalla che vorrei comunque evitare visto il passaggio sotto. Cerca che ti cerca finalmente trovo dove piantare un buon chiodo. Poi un secondo, corto, entra di poco. Infine creo un gradino dietro ad uno spuntone stondato perché il cordino che vado a metterci non scivoli via. Ne esce un’ottima sosta. Recupero il compagno e poi lo faccio salire fino alla cengia Martini.

Foto di rito sulla cengia Martini

Dopo tre ore e quarantacinque la via è finita! Ora capisco perché quelli di Sass Balos avevano messo tre ore per fare quattro tiri. Finalmente siamo all’asciutto, dentro le pareti, dove cento anni fa qualcuno scavò. Ci rilassiamo e rimettiamo via l’attrezzatura con calma. Poi quando iniziamo la discesa il tempo è clemente e ci lascia rientrare all’auto sotto un cielo plumbeo ma che ha deciso di non far cadere acqua almeno per un po’.

Cengia Martini

Nuvole cariche di pioggia attendono impazienti che noi arriviamo all’auto

In auto Max tira fuori un paio di birre e delle salsicce affumicate fatte da lui. Spettacolo! E così possiamo chiudere in bellezza una mattinata che c’ha regalato parecchie emozioni.

Relazione “via Cengia Martini”

Ripetitori (03/09/2018): Favret Andrea e Buffoni Massimo

Zona: Dolomiti Bellunesi

Gruppo: Fanis

Cima: Lagazuoi Piccolo (arrivo sulla cengia Martini)

Parete: Sud

Sviluppo: 180 metri

Dislivello: 190 metri

L’attacco si raggiunge dal passo Falzarego, seguendo il sentiero CAI 402 che sale verso le gallerie del Lagazuoi. Quando ci si trova nei pressi della parete Sud, lasciare il sentiero (tabella per la falesia) e per ottima traccia raggiungere una rientranza naturale, dalla quale sale anche un evidentissimo canale, adiacente ad un torrioncino staccato dalla base delle pareti e con resti di baracche della Grande Guerra. Si attacca a destra del grande foro dove si perviene un chiodo.

Linea della via

Primo tiro. Salire verticalmente fino ad uno strapiombetto (IV) e poi spostarsi a destra per tre metri (I). Da qui arrampicare le belle placche con andamento obliquo verso sinistra (III+ e IV) fino al canale. Salirlo con arrampicata delicata per 5 metri (IV+) oppure continuare lungo la parete senza entrare in esso (IV) fino alla scomoda sosta su due clessidre. 30 metri

Secondo tiro. Proseguire verticalmente rimanendo fuori dal camino, alla sua destra, seguendo la lama (IV+ e IV) fino alla sosta successiva sotto a una piccola parete rotta e gialla (un chiodo e una clessidra). 35 metri

Terzo tiro. Arrampicare il breve passaggio leggermente aggettante sopra la sosta (IV) per poi proseguire prima con andamento verso destra senza superare il canale (III con passi di IV) per poi deviare a sinistra ove la parete lo permette (IV su roccia fantastica). Entrare nel canale e risalirlo per pochi metri (IV delicato) uscendo a destra sulla sosta. 35 metri

Quarto tiro. Ancora tendenzialmente verso sinistra, puntando alla paretina verticale sovrastante solcata da delle fessure (IV e III). Arrampicare la fessura di sinistra (V, tre chiodi) per poi salire su un ampio canale più semplice (passi di II, III e IV) fino a dove le difficoltà finiscono per poi attrezzare una sosta. 50 metri

Quinto tiro. Dirigersi verso la parete soprastante (passi di I) e, appena si notano, puntare ai cavi metallici della cengia dove si sosta (elementare). 30 metri

Per la discesa seguire la cengia verso destra. In breve, seguendo le attrezzature, ci si ritrova nuovamente sul sentiero CAI 402 dal quale si rientra al passo.

Note. Via mai banale e molto continua. Per non dover attrezzare la sosta alla fine del quarto tiro si può sostare su un chiodo argentato all’inizio del canale dopo il passaggio di V, oppure poco più sopra su un chiodo giallo (meglio però rinforzare). Oltre alla NDA utili cordini e friend (eventualmente un paio di chiodi per la sosta di L4).

Pubblicità

Una risposta a “Via Cengia Martini

  1. Pingback: Lista trekking, escursioni e passeggiate | RITORNO ALLE ORIGINI·

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...