Anello in Cansiglio

L’inverno s’avvicina, il freddo l’annuncia. Scarsa è la neve ma siamo fine novembre, quindi nulla di così strano. Sempre con Valentina e Zoe siamo pronti per un’altra bella camminata. Saliamo da Vittorio Veneto verso la piana del Cansiglio: da quanto tempo non facevo questa strada!? I miei ricordi sfuggono a immagini adolescenziali. Il cielo è azzurrissimo, nemmeno una nuvola, mentre il termometro scende in maniera inversamente proporzionale a quanto noi saliamo. Zero… meno uno… meno due… Quando parcheggiamo nel piazzale del rifugio escursionistico “Casa Vallorch” finalmente il display si ferma a meno cinque.

Imbacuccati cominciamo la nostra camminata verso il piccolo villaggio cimbro che è poco distante da lì. Una breve pausa per leggere sul cartello che racconta la storia di queste popolazioni e poi su attraverso il sentiero F1. La traccia a volte non è evidente a causa delle foglie cadute ma sbagliarsi è praticamente impossibile grazie ai bolli messi con saggezza. Il bosco di faggi è qualcosa di meraviglioso e la luce del sole regala giochi unici. Ad un certo punto dobbiamo seguire un valloncello più faticoso e, attraversata la strada forestale del Tafferel, percorrerlo interamente fino alla dorsale del monte Millifret.

In realtà dalla dorsale dobbiamo tornare indietro qualche metro per poi seguire il facile sentiero E7 che attraversa il Pian de la Pita. Un susseguirsi di saliscendi dove incontriamo alcuni abeti abbattuti dall’estremo evento atmosferico che lo scorso 29 ottobre ha creato incredibili danni in tutto il Nord-Est. Rimaniamo quasi increduli pensando all’incredibile forza che il vento doveva avere quel giorno.

Senza preavviso alcuno il bosco di colpo finisce per dar spazio ai pascoli in quota. Siamo nei pressi di casera Prese che raggiungiamo senza seguire la traccia ma camminando per i prati che scrocchiano sotto le nostre suole e ammirando il panorama che ora si estende alle Dolomiti. Imperante il Pelmo, lui sì ormai imbiancato. Non ci fermiamo se non per una foto e poi puntiamo alla stondata cima del monte Costa dove ci concediamo una pausa.

Ora di rientrare. Scendiamo per un paio di tornanti lungo la strada bianca per poi ributtarci nel bosco seguendo una mulattiera. Anche qui i bolli arancioni aiutano. Siamo sul sentiero R1, evidentemente non troppo frequentato ma che regala scorci molto belli. In mezzo ai faggi un’abetaia lascia spazio a quell’erba mista a muschio ove sembra di stare in un giardino di gnomi.

Incrociamo nuovamente la strada del Taffarel, questa volta in discesa, camminando senza problemi fin  quando ci immettiamo in un valloncello che scende ripido. Benché non manchino i segni sugli alberi non siamo più nella traccia più usata ma in una secondaria. Pazienza. Un po’ più di attenzione vista la pendenza e poi eccoci sopra all’azienda agricola Vallorch. Attraversiamo il prato fino a questa e poi per strada e prati eccoci tornati alla macchina.

Un bel giro che pensavo più breve e con pendenze più dolci. Pochi i panorami ma il bosco del Cansiglio è qualcosa di unico, di speciale, che sa regalare emozioni a ogni passo. 

Vuoi la traccia GPS di questa escursione o maggiori informazioni a riguardo? Mandami una mail all’indirizzo ritornoao@gmail.com

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