Pian de le Femene da Revine (con rientro “ravanoso”)

Al telefono “Marco, andiamo a fare un giro non troppo impegnativo, va bene?”. La risposta è affermativa e così dopo un caffè al bar siamo poco sotto la grande chiesa di San Francesco con gli zaini in spalla. Il cielo è di un azzurro intenso e l’aria è fresca. Cominciamo lungo il tratto della via crucis che porta al luogo di culto e poi ecco la tabella del sentiero CAI 1032 che ci indica la direzione.

Siamo su quella che una volta era la Strada delle Musse, una mulattiera lastricata da grossi massi dove una volta veniva trasportato a valle il legname. Incredibile vedere i solchi sui grossi massi che hanno lasciato le slitte utilizzate per questo lavoro.
Le fioriture di bucaneve sono abbondanti e il sentiero lo troviamo piacevole, forse anche per l’ottimo allenamento. A due terzi della salita un piccolo cartello accende la nostra curiosità e con una breve deviazione di qualche decina di metri possiamo vedere quello che rimane dei ruderi di una fortificazione, ovvero castello Maor.
Infine l’ultimo tratto dentro al Vallon dei Pavei prima di sbucare sui dolci pendii del Pian de Femene, proprio di fronte al rifugio.

E’ presto per mangiare, non sono ancora le 11, ma comunque chiediamo alla rifugista se cortesemente possiamo riservare un paio di posticini per poterci rifocillare. Prenotato, continuiamo a camminare ora lungo la dorsale che porta al Col Visentin. Non facciamo comunque troppa strada e ci fermiamo sul colle con quota 1213 metri slm. Un grosso ometto indica la cima e noi qui ci gustiamo il panorama oltre a far correre un po’ Zoe che non risulta mai stanca.
Dopo una mezz’ora fra foto e chiacchere è ora d’andare a pranzo. Di buon passo torniamo al rifugio dove non manca l’accoglienza oltre al vino. Per cibaria scegliamo un piatto di pasta che arriva velocissimo e con taglia oversize. Poi un paio di grappe e siamo pronti al rientro, con la promessa di tornare a trovare la signora (e non passerà poi molto…).

Per la discesa, guardando la Tabacco, optiamo per chiudere un anello insolito; ovvero decidiamo d’andare a malga Cilo tramite la strada e poi di scendere attraverso i Pra dei Palaz e i Pra di Costa fino alla chiesa da dove siamo partiti. Tanto se quel sentiero segnato con il tratteggio nero non ci fosse resta comunque una strada… si, magari! Dopo una traccia che si fa via via sempre più sparuta che ci fa arrivare al monte Forcella, ecco il nulla. Tagliamo verso est convinti di incrociare la famosa strada (o mulattiera, chissà?) ma nulla. Non esiste. Poco male, le grappe ci sostengono e fuori traccia, convinti di raggiungere quello che resta del castello Maor per riprendere il sentiero fatto in salita, tagliamo quasi dritti fra rovi e piccoli alberi fino a raggiungere incredibilmente i ruderi.

Da qui non ci resta che scendere veloci e senza alcun problema.
Alla fine un bel giretto con discesa “ravanosa” che comunque c’ha divertiti. In più la possibilità del pranzo in rifugio è stato il valore aggiunto. Bello!

Vuoi la traccia GPS di questa escursione o maggiori informazioni a riguardo? Mandami una mail all’indirizzo ritornoao@gmail.com

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2 risposte a “Pian de le Femene da Revine (con rientro “ravanoso”)

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