Monte Palon, viaggio nella storia

Dopo esserci incontrati a Montebelluna guidiamo fino a Possagno, parcheggiando sotto a quello che somiglia maggiormente ad un faro posizionato poco distante dall’imperioso Tempio del Canova. Siamo Marco ed io, accompagnati dalla quasi immancabile Zoe. Oggi ci aspetta un bel giro che ci condurrà lungo le trincee che hanno visto gli scontri che hanno deciso la Grande Guerra.

Iniziamo la nostra escursione lungo la strada asfaltata che porterebbe alla casa del Sacro Cuore però a metà di questa, dove un cartello indica il Castel Cesil, ci immettiamo nella mulattiera che sale dentro alla val della Chiesa. La pendenza resta modesta benché continua, un vecchio lastricato ricorda il lavoro di braccia, assieme a muretti a secco che sono più stabili di alcuni recenti manufatti che si possono vedere in giro. Qua e là le primule punteggiano di giallo il bosco che risente ancora di questo inverno avaro di precipitazioni. La strada pian piano si restringe, passa da un lato all’altro della valle, si trasforma in sentiero. I bolli sono pochi lungo l’ascesa ma sbagliare è impossibile grazie alle tabelle poste proprio quando servono. Il terreno si fa più scosceso e noi cominciamo a tirare il fiato. Ci fermiamo per fotografare delle meravigliose campanule e ci chiediamo quanto manca. Ci rendiamo conto, guardando fra gli alberi, dello sviluppo coperto ma non capiamo bene il dislivello; ci sembra poco.

Dopo pochi metri un muro con una grande targa. Siamo sulla strada degli Alpini ed ecco poco più in alto la croce del Castel Cesil. Quasi la raggiungiamo ma prima optiamo per dirigerci in direzione del monte Tomba. Una foto a dei bucaneve e poi la nostra attenzione verso la natura si smaterializza lasciando spazio a quella verso la storia. Trincee, tunnel, ricostruzioni di avamposti, tabelle che raccontano cosa c’era qui cent’anni fa e più. Saliamo su Punta Brendai e poi facciamo dietro front, raggiungendo la grande croce che avevamo visto in precedenza. Non ci fermiamo e camminiamo verso Ovest fino a incrociare nuovamente la strada asfaltata e dove hanno inizio le postazioni del monte Palon. Ci fermiamo per una pausa prima di ripartire.

Ristorati diamo inizio alla visita al percorso della memoria che si svolge liberamente lungo la tonda dorsale che sale il monte Palon. Qui sono state recuperate varie costruzioni di guerra che sono visitabili e accessibili a tutti. Un viaggio nella storia, un viaggio nella guerra. Fa impressione quello che fecero con la sola forza delle braccia e con pochi mezzi. Poi lo stato di sorpresa e di meraviglia lascia spazio al pensiero che da qui molti non fecero più ritorno a casa. Fatica, paura, freddo, fame, morte. Poi la domanda finale: perché?

Passiamo il punto più alto di questo giro senza quasi accorgercene. La nebbia s’impossessa dei panorami dando al luogo ancor più enfasi, mentre umidità e freddo ci fanno solo che muovere più velocemente. Un cunicolo con all’entrata un’iscrizione, un osservatorio della XIX Compagnia. Poi nuovamente la strada asfaltata. La attraversiamo per la terza volta a Bocca di Forca e iniziamo la discesa lungo il sentiero CAI 189 che scende nella val del Canaletto.

All’altezza del buco del Dinosauro, che non vediamo, riappare il sole e trovando una panchina posizionata su un prato si decide per la seconda pausa, dove pranziamo con le cibarie portate da casa e accompagnate da un bicchiere di buon vino. Dopo una mezz’ora di relax decidiamo di rimetterci in moto e piano piano, tornando ad osservare le bellezze della natura, torniamo all’auto.

Giro fantastico, bello ed interessante sotto vari aspetti. Decisamente consigliato.

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2 risposte a “Monte Palon, viaggio nella storia

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